In questo blog le classi che partecipano al progetto EMERGENZA ITALIANO 2012-2013 hanno il loro ambiente di condivisione di percorsi e contenuti sul tema del viaggio
Daniele: iniziando questo lavoro partiamo con l' ora di epica. Nei grandi e famosi poemi epici Odissea e Eneide, Ulisse e Enea compiono due di lunghi e difficili viaggi. L'Odissea parla del viaggio di Ulisse verso la sua casa, Itaca, per ritornare dalla battaglia di Troia. L'Eneide, "copia" un po' l'Odissea con il viaggio di Enea da Troia verso il Lazio per fondare Roma, con la sosta a Cartagine dalla regina Didone.
Margherita: approvo il commento di Daniele e sono anche un po' lusingata di "postare" un commento su questo blog. Credo che Ulisse ed Enea non abbiano fatto un viaggio solo fisicamente, ma anche con la mente e i sentimenti. Ulisse voleva tornare nel suo ambiente famigliare con la sua famiglia e raccontare il suo viaggio fatto anche di sentimenti. Enea era invece un uomo "vacillante, più umano"(cito la frase che ci ha detto la prof. questa mattina), un uomo che era contro la volontà del Fato e che forse non aveva la "voglia" di fondare Roma ma vivere le sue emozioni con Didone. Credo che questi poemi, a distanza di migliaia di anni da noi, siano molto attuali, ovvero "in",rispetto ai nostri giorni e alle persone di oggi. Questi due grandi poemi ci accompagnano nel nostro piccolo viaggio.
Erika: Margherita ha ragione: i viaggi non si fanno solo fisicamente ma anche mentalmente. Infatti i sogni sono dei viaggi mentali nella nostra fantasia, dove possiamo viaggiare in qualsiasi luogo, reale o inventato.
Matilde: concordo con Erika, ma vorrei aggiungere che secondo me "Parole in viaggio" non significa solo i lunghi e faticosi viaggi come nei poemi epici compiuti dai grandi eroi come Enea e Ulisse, ma anche le parole che sono giunte a noi dall'antichità fino ai giorni nostri.
Elisa: è vero quello che dice Matilde, le parole scritte in questi poemi hanno fatto un lunghissimo viaggio dal passato fino a noi, ed è bello pensare che il loro viaggio non è ancora terminato, ma sicuramente arriveranno alle generazioni future
Ho letto con attenzione i precedenti commenti direi che siamo giunti a dire che i viaggi possono essere di vario tipo. Anche quello delle parole è un viaggio....parole antiche che sono giunte fino a noi. Un gruppo di noi potrebbe ricercare le parole "antiche" dei brani di epica letti, l'altro gruppo potrebbe pensare ad un elenco di parole che per varia natura sono collegate al tema del viaggio nell'epica antica.
Penso che Elisa Repetto abbia ragione, quelle del passato sono giunte fino ai giorni nostri, ma sicuramente quelle che noi usiamo comunemente adesso in futuro verranno viste come antiche, però... chissà come sarà il futuro, quelle cose per noi sono vecchie ora dopo lo diventeranno il dopiio.
Elisa e Gaia: noi abbiamo pensato alla parola CORAGGIO. Il coraggio era indispensabile per compiere lunghi viaggi, perché una volta non esistevano i mezzi di trasporto e quindi bisognava spostarsi o a piedi oppure in barca e quindi si poteva essere attaccati da qualsiasi cosa. Ulisse ed Enea hanno avuto molto coraggio per affrontare viaggi lunghi e pericolosi.
Ciao a tutti, sono Tanya della 2^B del liceo scientifico “Blaise Pascal”. Concordo pienamente con voi e collegandomi con il caso di Ulisse vorrei dire che intraprendere un viaggio con la propria volontà là dove il piede umano non aveva mai toccato terra infatti era oltre il confine del mondo allora conosciuto è puro coraggio. Come ha detto John Dryden, un poeta inglese: “La fortuna arride agli audaci.”
Io e Margherita vorremmo seguire il percorso e quindi integrarci nel gruppo in cui si tratta l'argomento delle parole collegate al "viaggio".Per questo abbiamo scelto la parola "fuga" che con l'epica che stiamo trattando si ricollega perfettamente nei poemi epici che stiamo studiando in questo periodo. Anche la fuga è un viaggio, sia mentale, quando si pensa a quello che accadrà, sia fisico, quando è proprio il tuo corpo fisicamente che compie questo viaggio.
Gaia: io rileggendo a casa, i vari testi dell'epica, ho pensato alla parola RITORNO perchè mi è venuto in mente il viaggio che fa ulisse nel poema epico l'odissea per tornare a itaca da sua moglie penelope che no lo vedeva da molto tempo.
Federica: Ricollegandomi al discorso dei Gaia, secondo me molto giusto, vorrei introdurre un'altra parola che si ritrova in molti poemi epici e che si ricollega perfettamente alla parola ritorno e alla parola viaggio:la PARTENZA. Questo fatto lo ritroviamo in un grande poema:l'Iliade, dove Ettore deve tristemente salutare sua moglie Andromaca e suo figlio per partire per una lunga e faticosa guerra. Questo pezzo di poema sono stata molto felice e contenta di averlo incontrato,letto e raccontato parecchie volte.
Pietro: io ho pensato alla parola Destino o Fato, ad esempio nell'Eneide Enea è costretto a lasciare la sua amata Regina Didone proprio per via del destino che gli è stato ricordato dagli Dei con la figura di Mercurio mandato da Giove.
Paolo: mi ricollego a quello scritto da Pietro: il viaggio di Ulisse, spinto dall'avventura e curiosità; mentre il viaggio di Enea, per compiere la sua missione affidatagli dal fato. E' stato un viaggio anche il tramandarsi oralmente di generazione in generazione i miti e le leggende attraverso gli aedi; successivamente con i rapsodi, fino ad arrivare ai testi scritti.
Nadia:Nei viaggi che intraprendono gli eroi dell'epica antica una parola che si collega molto al viaggio è la SOFFERENZA. Solo essendo lontano da casa era una sofferenza per gli eroi e anche i viaggi lunghi e pericolosi erano sofferenti.
Irene: Approvo l'idea di Nadia, a viaggio si collega sofferenza e a sofferenza si collega SACRIFICIO. Perché nel momento in cui soffri per difendere o sostenere un'altra persona fai anche un sacrificio. Secondo me la sofferenza molto spesso è dovuta al sacrificio per altre persone. Nei poemi epici sovente i sacrifici si fanno per: onore, dei e per la propria città.
Giada: Concordo con Irene, ma vorrei anche precisareche che i sacrifici nei poemi epici come l'Odissea si fanno per AMORE. Infatti Ulisse affronta il suo viaggio pieno di pericoli e insidie anche per rivedere sua moglie.
Lorenzo:Come parola di viaggio ho scelto il ritorno(reverteur) in latino. Il ritorno come in tutti i viaggi può essere vissuto in due modi: quello fisico come Odisseo che per ritornare in Patria ha dovuto affrontare molte difficoltà e dure prove che lo hanno ostacolato nel suo intento. Il ritorno mentale può essere definito un flashbach che rivivi mentalmente cose accadute in passato. Per me il "ritorno" da un viaggio è sempre molto spiacevole perchè spesso i posti in cui vado sono divertenti ed interessanti specialmente quando vado in vacanza in Sardegna , luogo che ritengo un paradiso.....!
Manuele: la parola scelta da me è UMANITA'. Enea, pur essendo nato da una dea (Venere) e avendo compiuto azioni epiche, durante tutta l'opera è in balia di fragilità e dubbi tipiche dell'uomo comune. Ulisse è invece caratterizzato dall'astuzia, dalla curiosità, e da altri sentimenti tipicamente umani.
Giorgia: io ho deciso di dedicarmi alle parole "antiche" presenti nell'epica classica, tra queste ho scelto la parola "EROE", infatti, in tutti i poemi epici è presente un eroe che è presentato come una persona intraprendente, furba, coraggiosa, senza paure e con un grande amore per il suo popolo. Per Omero l'eroe è un uomo valoroso, abile, astuto ed onorevole. Per Virgilio, invece, l'eroe è un uomo coraggioso, paziente e clemente. Per me un eroe è una persona che ti ama, ama il popolo e ti salva sempre, diciamo come un principe azzurro che tutte noi donne soniamo!!!!!
Concordo con voi e vorrei aggiungere che a proposito di parole antiche, mi ha fatto riflettere la frase tratta da "LA MALEDIZIONE DI DIDONE" che dice:"E già irrorava la terra di luce nuova la prima aurora". Già di prima mattina la luce del nuovo giorno illumina il viaggio che ognuno sta per compiere.Ogni giorno è una nuova partenza.
Mi inserisco ragazzi per proporvi qualche riflessione. Stiamo provando a produrre scrittura con il computer quindi il tutto risulta più veloce e per alcuni facilitato (ad esempio per chi tra noi è dislessico). Occorre comunque dare importanza a diversi livelli. E' basilare, per "far viaggiare" le idee, essere chiari e comprensibili. Non è semplice far capire ciò che pensiamo, per questo dobbiamo prestare attenzione al significato delle parole che usiamo cercando quelle giuste, attenzione quando proponiamo parole di cui non conosciamo l'esatta origine. E' il caso dalla parola proposta da Lorenzo (reverteur). Scrivendo velocemente poi gli errori più ricorrenti sono il dimenticarsi i segni di punteggiatura (importantissimi) e ad esempio le maiuscole. Vi lascio al vostro lavoro, con queste poche riflessioni tecniche. Lasciamo viaggiare le nostre idee...
Federica: Vorrei mettere in pratica sin da subito i giusti e importanti consigli della professoressa. Quindi oggi ho deciso di continuare il mio percorso con le parole collegate al viaggio,facendo però attenzione alla scrittura. Quindi ho scelto la parola FATO. Questa parola molto forte e profonda, la ritroviamo in un grande poema epico: l'Eneide, nel quale Enea fa lunghi e faticosi viaggi per il fato assegnatogli dagli dei, i quali gli diedero il compito di fondare Roma. Egli,infatti, non compie questi viaggi per avventura e curiosità, ma solo per obbedire agli dei. Nello stesso poema epico ritroviamo questa stessa parola collegarsi al viaggio mentale e non più fisico, quando Enea ripercorre le sue avventure e guerre alla regina Didone. Anche in questo caso svolge le sue guerre per dovere e obbedienza verso gli dei e lo racconta tramite un viaggio mentale.
Alessio Anania: Concordo con i miei compagni sul fatto di riflettere sulle frasi, e ritornando al viaggio, secondo me, la parola chiave è ''Fare il proprio dovere'' come ha fatto Enea, anche se insicuro, ha fatto quello che gli Dei gli avevano ordinato di fare, è stata anche una prova di coraggio perché non tutti sono capaci di farlo.
Giusto, ma per me una parola che si avvicina a "VIAGGIO" è IMPREVEDIBILITA'. Anche i grandi eroi non sanno il loro futuro, bello o brutto che sia, o cosa accadrà loro prima di arrivare alla propria meta. Ma un altra parola che va d’ accordo con VIAGGIO è la " CONSAPEVOLEZZA" ;Ulisse infatti è serio e diffidente, non si fida di nessuno, se non di se stesso o della sua patria.
Federica: Vorrei continuare il percorso delle parole collegate al viaggio. Per questo ho scelto la parola AMORE. Questo profondo e bellissimo sentimento lo ritroviamo in un grande poema epico: l'Eneide, nel quale Enea, durante il suo lungo viaggio, incontra la regina di Cartagine Didone, della quale se ne innamora perdutamente, ma per colpa del fato deve lasciarlo per riprendere il suo viaggio. Quindi i poemi epico che noi conosciamo sono pieno anche di SOFFERENZA. Questa è un'altra parola collegata al nostro viaggio. Questi due viaggi non sono stati compiuti fisicamente ma soprattutto mentalmente e con il cuore.
Rispondo a Federica con una breve nota che riassume un pò il dibattito fatto in classe. ".... ci si innamora della persona che ci sta più vicina e a cui noi teniamo molto. A volte però, questo sentimento viene contrastato per vari motivi: genitori che non vogliono, amici che ti ostacolano, gelosie, litigi, nel caso dell’Eneide sono gli Dei a non volere. Enea e Didone, due giovani sfortunati, innamorati tra loro, ma a causa del volere divino non possono amarsi per sempre e addirittura questo amore si conclude con la morte di uno degli innamorati, ovvero Didone. Enea, è un uomo devoto e pio (pius, dal latino, "rispetto" per la patria, per la famiglia, per il popolo e verso gli Dei), talmente fedele che rinuncia ai suoi interessi personali e all'amore che prova per Didone per continuare il viaggio a cui è destinato. Quest'ultima,vedova di Sicheo, aveva giurato alla sua morte di essere fedele e di non amare nessun altro uomo per non infangare le memorie del marito. Nonostante tutto, si innamora di Enea, forte e giovane, da cui vorrebbe anche un figlio, rifiutato dallo stesso eroe per il senso di responsabilità verso gli Dei e la patria. Entrambi provano d'amore anche se in modo diverso ed Enea dimentica anche la sua missione, fino a quando Giove manda Mercurio per ricordagliela e il giovane è costretto ad abbandonarla e a mettersi in viaggio senza avvisare la donna. Didone intuì il tradimento e decise di vendicarsi, lanciandogli contro una maledizione, straziata e delusa si uccise".
Elisa: la parola ( che non è una parola ma è un verbo) che mi è venuta in mente è COMBATTERE, gli eroi di un tempo dovevano saper combattere perché in qualsiasi momento potevano trovarsi davanti ad un nemico, per esempio l'incontro con il ciclope.
Federica: L'appunto della professoressa è molto giusto e la ringrazio per i suoi importanti consigli. Comunque ho deciso di scegliere un'altra parola collegata al viaggio: la NOSTALGIA. Questo bellissimo sentimento lo troviamo in un grande poema epico: l'Odissea, nel quale Odisseo (o Ulisse), ad un certo punto del suo viaggio, ha nostalgia di casa e vorrebbe quasi tornarci. Le parole che scelgo sono soprattutto sentimenti poichè i viaggi più belli, secondo me, si fanno con la testa e con il cuore, ed è anche per questo motivo che i più grandi poemi che stiamo studiando adesso sono ricchi di sensazioni molto profonde: i sentimenti.
Federica: Elisa ha ragione, ed è importante, a mio parere, che ci si aiuti a vicenda, come è successo nell'Eneide, nel quale Eurialo e Niso morirono a vicenda per salvare la loro amicizia. Anche l'AMICIZIA è molto importante per compiere un viaggio. Infatti, in tutti i viaggi che si rispettino, si prova affetto per gli amici lasciati in patria.
Margherita: Ricollegandomi alla parola “amicizia” in questi giorni di Pasqua ho trovato un’altra parola: unione. Credo che se non ci fosse stata unione tra Ulisse e la sua città, Ulisse non sarebbe tornato a casa, ma magari sarebbe rimasto con la ninfa. Se non ci fosse stata unione tra Didone ed Enea gli Dèi non avrebbero dovuto costringere Enea ad andare avanti nel suo viaggio. L’unione è anche una grande compagna: “L’unione fa la forza” anche in un viaggio pericoloso e insidioso come quello dell’epica. L’amicizia unita all’unione di due veri amici, anche se ostacolata da altre persone, dura a lungo negli anni.
Elisa: un'altra parola che mi è venuta in mente, è un mezzo di trasporto, mi è venuta in mente la parola NAVE, un tempo serviva per spostarsi via mare, perchè non esistevano le macchine.
Erika: riflettendo, una parola che mi è venuta in mente sul viaggio è MISSIONE, perchè Enea, nell' Eneide, ha viaggiato per una missione: fondare Roma. un'altra parola collegata a viaggio potrebbe essere RICERCA, perchè si può viaggiare anche alla ricerca di qualcosa.
Margherita: Oggi ho trovato una parola riferita al viaggio: “casa”, ovvero un posto dove è bello tornare. Ulisse si è trovato molte volte in una casa o in un luogo che fosse simile ad una casa durante il suo viaggio di ritorno. Ad esempio, la casa del Ciclope è stata per Ulisse un luogo pieno di pericoli ma anche un luogo, dove ha avuto modo di rivelare i suoi pregi, come l’astuzia. Enea aveva una missione, ovvero formare Roma, la sua unica vera casa. Quando si trovava da Didone, non voleva lasciare la sua casa non solo perché era innamorato di Didone, ma anche perché si era affezionato a quel luogo.
Giorgia: Anche io ho trovato una parola riferita al "viaggio": sofferenza, infatti nell'Eneide Ulisse soffre molto nel viaggio che compie; pensando sempre a sua moglie Penelope. Tutti noi nella nostra vita soffriamo per qualcuno o qualcosa. Per esempio io soffro molto quando devo tornare, dalle vacanze, a scuola!!!!!!!
Matilde:Io ho pensato alla parola AVVENTURA, perchè sia Odisseo che Enea hanno intrapreso viaggi avventurosi alla scoperta di nuovi popoli e nuovi luoghi.
Elisa e Gaia: noi abbiamo pensato alla parola... AMORE♥; perché durante i viaggi nascevano degli amori; per esempio tra Enea e la regina Didone. Didone si è persino "ammazzata" per l'amore che aveva per Enea.
Ciao sono Carolina Cesana. La valigia non serve per portarsi solo le cose materiali, ma per portare in vacanza o in viaggio ricordi,pensieri ed emozioni.
Nella valigia non si devono mettere solo oggetti, ma anche sentimenti.La valigia è il posto in cui mettere i ricordi per non avere nostalgia di casa. Sofia
Sono Alberto. Volevo aggiungere che per fare un viaggio c'è bisogno di una valigia in cui mettere oggetti a cui si è particolarmente affezionati come ad esempio una foto con tutta la famiglia. Questo è come portarsi dietro un pezzo della famiglia. Per me questo significa tanto.
Con la parola valigia di solito pensiamo agli oggetti da portare in vacanza, ma esiste anche una "valigia" nella nostra mente e che contiene ricordi, emozioni, sentimenti, oggetti importanti. Con queste cose è come se ci portassimo dietro un pezzetto della nostra vita! Vi aspettiamo sul nostro blog per farvi conoscere il contenuto delle nostre VALIGIE! Ciao a tutti Beatrice
Gaia: Ho letto i vostri commenti e devo dire che sono molto originali. Io, ricollegandomi alla parola viaggio,volevo proporvi il termine INTERESSE, perchè quando si andava a fare un viaggio bisognava avere curiosità per scoprire i piccoli "particolari" e caratteristiche di vari luoghi. Vi aspetto nel nostro blog.
larisa:partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni.Una gioia egoistica forse ma una gioia per colui che sa dare valore alla libertà.Essere soli,senza bisogni,sconosciuti,stranieri etuttavia sentirsia a casa ovunque,e partire alla conquista del mondo.
quando viaggio il cuore si ferma.... aspetta un odore....., si gonfia. quando viaggio la mente naviga..... corre........ si perde felicemente. quando viaggio mi sento nel mondo, col mondo e divento sua amante. Deborah
Un viaggio è quello spostarsi per il mondo che ti permette di tornare a casa un po' diverso. Giobbe Covatta
Vi ringrazio per i vostri commenti, gli ho trovati interessanti, e vogliamo offrirvi alcune poesie della classe IE Questa è la mia: Il viaggio
Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superfice dei luoghi nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate. spostarsi è facile, spesso lo impone il lavoro, o si vola in vacanza dall'altra parte dell'emisfero per spedire cartolin, scattare diapositive, comprare ricordini per amicie parenti, e tornare indietro identici a come si è partiti. Viaggiare con occhi sgranati sulle meraviglie altrui è inutil, quando l'anima resta chiusa nella cassaforte di casa... Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.
Gaia: in classe stiamo trattando l'argomento della poesia e io volevo offriverne una: VIAGGIARE Viaggiare per commuoversi di fronte ad un panorama. Viaggiare per capire di non avere nient'altro che la propria libertà. Viaggiare per essere cittadini del mondo, che in fondo in fondo è anche nostro... Che in fondo in fondo ci appartiene,oltre l'impedimento delle bandiere, oltre l'impedimento del tempo, dove finisce un tramonto e si azzera il giorno... Viaggiare per vivere al di fuori del confine della monotonia... Viaggiare per un sogno o semplicemente per un'illusione. Io ho scelto questa poesie perchè da molte sensazioni di viaggiare veramente. Spero che vi piaccia.
Giorgia: Noi come classe abbiamo deciso di cercare delle poesie riguardanti il viaggio. Io ho trovato questa: CORNOVAGLIA Sabbia dorata sotto le dita Un viaggio che forse è durato una vita Il sole che grida alla luna lontana I sordi rintocchi di quella campana Vento gelato dietro le spalle Un manto stellato che copre la valle
Un faro nella notte Luci di citta e salsedine
Mille mesi ancora per dimenticare Un diario intero da riempire Dieci milioni di distese infinite L'odore di sale e pietrose salite
Lontane città di bianco e ginestre Cascate di azzurro tra muri e finestre Terra bagnata, crepe sul suolo Gabbiani in porto che prendono il volo
Tra taverna e banchisa vedo il mare brillare Piccole barche, pescatori a remare Giungere poi dove il mondo finisce Le mani che sfiorano la nebbia che cresce.
Giorgia: Volevo di nuovo intervenire sulla mia poesia per dire il motivo che mi ha portato a scegliere questa poesia. La poesia mi ha ispirato, perchè parlava dell'emozione che si sente quando si viaggia! Poi era molto significativa perchè parlava di un diario dove si può scrivere tutte le avventure, e anche del dolore che si ha quando si deve andare via dal posto in cui si era stati. CONTINUATE A VIAGGIARE NEL PENSIERO, Giorgia!
in classe stiamo trattando la poesia, un argomento molto interessante. adesso vorrei offrirvi una poesia che come argomento di sfondo il viaggio: E l'acqua fresca nasce fa ruscelli scende casca sui sassi scroscia e frusciando fa il fiume.
E l'acqua sciolta nuota nelle valli e lunga e lenta larga silenziosa luminosa fa il lago.
E l'acqua a onde muore non muore mai e muore non muore mai e muore mentre immensa fa il mare.
Ho scelto questa poesia perchè è il viaggio del fiume dalla sorgente al mare.
IRENE : Come ultimo argomento abbiamo affrontato la poesia. Eccone una sul viaggio : Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orrizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura.E come il vento odostormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando : e mi sovien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio e il naufragar m'è dolce in questo mare. Leopardi Questa poesia è stata ispirata da un viaggio nella fantasia
NADIA:noi adesso stiamo affrontando l'argomento del viaggio nelle poesie e le filastocche.Eccone una : Caro diario,compagno di viaggio Spero che il mondo diventi più saggio Spero che il mondo diventi più giusto Perchè viaggiare ci ho preso gusto Però io vedo la differenza C'è molta gente che resta senza Di tante cose che noi abbiamo Caro, diario che ne facciamo? Spero che il mondo diventi più saggio Perchè alle volte non è un bel viaggio. Ho scelto questa poesia perchè esalta come è oggi il mondo e che il mondo sarebbe migliore se era più saggio.
Ho letto vostri commenti e mi sono piaciuti. Vi voglio proporre questa poesia che tratta il tema del viaggio. I PASTORI Settembre andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’ Abruzzi i miei pastori lasciano gli stazzi e vanno verso il mare scendono dall’ Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapore di acqua natia rimanga nè cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. Rinnovato hanno verga d’avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. o voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina! Ora lunghesso il litoral cammina la greggia. Senza mutamento è l’ aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquio, calpestio, dolci romori. Ah perché non son io co’ miei pastori ! GABRIELE D’ ANNUNZIO
Ho scelto questa poesia perché non tratta di un viaggio di piacere o avventura, ma di un viaggio fatto per lavoro.
Manuele Marchelli Ho letto le vostre poesie: sono bellissime. Leggete queste.
Giovanni Pascoli: Le ciaramelle
Udii tra il sonno le ciaramelle, ho udito un suono di ninne nanne. Ci sono in cielo tutte le stelle, ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venute dai monti oscuri le ciaramelle senza dir niente; hanno destata ne' suoi tuguri tutta la buona povera gente.
Ognuno è sorto dal suo giaciglio; accende il lume sotto la trave; sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio, di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno, là nella casa, qua su la siepe: sembra la terra, prima di giorno, un piccoletto grande presepe.
Nel cielo azzurro tutte le stelle paion restare come in attesa; ed ecco alzare le ciaramelle il loro dolce suono di chiesa.
Gianni Rodari: LA MADRE DEL PARTIGIANO
SULLA NEVE BIANCA BIANCA C'È UNA MACCHIA COLOR VERMIGLIO; È IL SANGUE, IL SANGUE DI MIO FIGLIO, MORTO PER LA LIBERTÀ. QUANDO IL SOLE LA NEVE SCIOGLIE UN FIORE ROSSO VEDI SPUNTARE: O TU CHE PASSI, NON LO STRAPPARE, È IL FIORE DELLA LIBERTÀ. QUANDO SCESERO I PARTIGIANI A LIBERARE LE NOSTRE CASE, SUI MONTI AZZURRI MIO FIGLIO RIMASE A FAR LA GUARDIA ALLA LIBERTÀ
Marchelli manuele: la poesia che mi è piaciuta e colpito di più era quella di Francesco, che a specificato con una bella poesia che i viaggi non sono totti di piacere ma sono anche di dovere. quindi secondo me la vita come si dice non è solo rose e fiori ma costa fatica.
Chiedo a Manuele di spiegare le tematiche delle poesie che ci ha offerto e perchè le ha scelte proprio per il tema del viaggio. Dico questo perchè non per tutti è immediato capire le ragioni di una scelta o di una interpretazione. I testi, specialmente quelli poetici, hanno dei significati impliciti che non tutti possono cogliere. Chiedo poi a tutti di notare i propri errori ortografici. Questo soprattutto per riflettere sulla loro natura, sono errori di battitura? Cme si può evitarli....un semplice segreto mai spedire prima di rileggere più volte
Marchelli Manuele: io rispondo alla domanda che mi a fatto lei professoressa Priano, io ho scielto le ciaramelle perchè racconta peò in brevi parole e in un solo verso il viaggio degli zampognari cioè che sciendono dai monti oscuri fino alle nostre case. invece la madre del partigiano di gianni rodari racconta si la vita si la sofferenza ma secondo me anche legato a questo il viaggio di vita e quello che deve percorrere il partigiano.
Ottonello Gaia: Al di là degli stagni, delle valli e dei monti al di là dei boschi, delle nuvole e dei mari, al di là del sole, al di là dell'aria, al di là dei confini delle stellate sfere,
Tu, mio spirito, ti muovi con agilità e, come buon nuotatore che gode tra le onde, allegro solchi la profonda immensità con indocile e maschia voluttà.
Fuggi lontano dai morbosi miasmi, voli a purificarti nell'aria più alta, e bevi, come un puro liquido divino, il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.
Le spalle alla noia e ai vasti affanni che opprimono col loro peso la nebbiosa vita, felice chi con ali vigorose si eleva verso campi sereni e luminosi Questa poesia è dell'autore: Charles Baudelaire Io ho scelto questa poesia perchè appena l'ho letta mi è sembrato di spiccare il volo come una farfalla e volare leggera e serena tra le nuvole, i monti... Le poesie sono molto significative perchè, secondo me, ognuno ha un significato implicito ed esplicito. P.S: veniteci a trovare nel nostro blog e scrivete i vostri meravigliosi messaggi e acrostici.
Pietro, a proposito del tema viaggio vorrei proporre questa poesia: Aver casa è bello Dolce il sonno sotto il proprio tetto figli, giardino e cane. Ma ahimè, appena ti sei riposato dall’ultimo viaggio, già con nuove lusinghe il mondo lontano t’insegue. Meglio è patire nostalgia di casa e sotto l’alto cielo essere, col proprio struggimento soli. Avere e riposare può soltanto l’uomo dal cuore tranquillo, mentre il viandante sopporta stenti e pene con sempre delusa speranza più facile è l’ampliamento di un viaggio più facile che trovar pace nella valle natia, dove tra gioie e le cure ben note solo il viaggio sa costruirsi la via. Per me è meglio cercare e mai trovare che legarmi stretto a quanto mi è vicino, perché in questa terra, anche nel bene, sarò sempre un ospite e mai un cittadino. H.Hesse Questa poesia mi ha colpito perché il viaggio qui viene inteso come la ricerca continua di qualcosa, leggendola ti viene il desiderio di partire.
Bisogna vedere quel che non si è visto, veder di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva……l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati…….per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
In questa poesia il viaggio non finisce mai, perché ogni volta si vedono aspetti diversi di una cosa o di un luogo già visto, basta guardarlo con occhi diversi.
Vorrei proporre questa poesia, l'ho trovata molto bella anche se un po' difficile, l'autore è Costantino Kafavis:
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, né nell’irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d’estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Adesso voglio fare un po' di analisi poetica: prima di tutto la lunghezza dei versi è variabile, non c'è quindi uno schema fisso; anche la lunghezza delle strofe è variabile. Ho notato che ci sono molte sinalefi: "Devi sempre avere in mente Itaca...". In questo caso "sempre" e "avere" iniziano per vocale e quindi si applica la sinalefe. Ci sono tantissimi enjambament: "...Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti...". In questo caso la sintassi della frase continua nel verso successivo. In tutta la poesia c'è una similitudine: il viaggio della vita viene paragonato a un viaggio fisico verso Itaca e i mostri sono in realtà i nostri nemici o le difficoltà che incontriamo nella vita. Questa poesia mi ha affascinato molto perché mi ha suggerito una riflessione circa il viaggio della vita: bisogna cercare di essere pronti a tutto, a tutti quelli che si incontrano sulla strada e a fare tesoro di tutte le esperienze positive e negative che si affrontano.
Abbiamo letto le poesie che avete proposto e le abbiamo trovate molto belle, anche se qualcuna era per noi un po' difficile. Vogliamo proporvi il testo di una canzone famosa che parla di un viaggio e che abbiamo imparato nell'ora di musica...Secondo noi è molto poetica e ricca di significato...
L'ISOLA CHE NON C'È
Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino poi la strada la trovi da te porta all'isola che non c'è.
Forse questo ti sembrerà strano ma la ragione ti ha un po' preso la mano ed ora sei quasi convinto che non può esistere un'isola che non c'è
E a pensarci, che pazzia è una favola, è solo fantasia e chi è saggio, chi è maturo lo sa non può esistere nella realtà!....
Son d'accordo con voi non esiste una terra dove non ci son santi né eroi e se non ci son ladri se non c'è mai la guerra forse è proprio l'isola che non c'è. che non c'è
E non è un'invenzione e neanche un gioco di parole se ci credi ti basta perché poi la strada la trovi da te
Son d'accordo con voi niente ladri e gendarmi ma che razza di isola è? Niente odio e violenza né soldati né armi forse è proprio l'isola che non c'è.... che non c'è
Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino poi la strada la trovi da te porta all'isola che non c'è.
E ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te
Questa canzone rivela molti significati. Il "cammino" è la strada difficile che si deve affrontare per riuscire a creare un mondo migliore. Se non ti dai per vinto sono sicura che quella strada ti verrà incontro, non ascoltare le persone che ti dicono che quello che cerchi di fare è una pazzia, ascolta invece il cuore!!!!!!!! Molte volte ti arrendi perché la prima volta non ci sei riuscito, ma no!Devi continuare e arriverai. Questa "isola" è un posto bellissimo dove non si sa che cosa siano la violenza o la guerra. Le uniche cose che si conoscono sono l'amore e l'affetto. Io vi dico solo che per arrivare ci vuole solo coraggio. Dalla vostra Beatrice!
L' isola che non c'è secondo me è una terra dove il male non esiste. Anche il nostro mondo potrebbe essere cosi,se qualcuno non usasse le armi, se non ci fossero la guerra e il male, ma soltanto il bene, forse il mondo sarebbe come "l'isola che non c'è".A quest'isola ci si può arrivare con la fantasia e chi ci rinuncia molto presto deve sapere che non la troverà mai.Invece chi non si arrende e continua a cercarla secondo me la troverà. Da Carola
"L' isola che non c'è" è un luogo inventato. Però essa è il mondo che tutti dovremmo impegnarci a cercare: un mondo dove tutti cercano di aiutare chi ha bisogno e dove si vive in pace, volendosi bene e senza litigare. Molti ormai si sono rassegnati e scoppiano a ridere se parli di una terra dove non ci sono né violenza né litigi. Ma loro sbagliano. Bisogna cercarla perché, anche se sembra impossibile, può esistere!!!! FIRMATO: Sofia
Secondo me Bennato ha detto la verità, perché noi non dobbiamo mai arrenderci, come infatti ha scritto lui. Infatti se noi tutti collaboriamo, un mondo senza ingiustizia, guerre e rapine potrà esserci. Contro l'ingiustizia dobbiamo lottare perché poi il mondo sarà pieno di serenità!!!! LA VOSTRA CAROLINA!!!!!!!
Hai ragione CAROLINA. L'"isola che non c'è" è una terra dove non esiste il male. La canzone insegna che se vuoi cercare qualcosa (in questo caso un'isola dove troverai solo, ed esclusivamente la pace e non la cattiveria) non devi mai arrenderti e continuare il viaggio, fino a quando non sarai arrivato! Firmato: ELEONORA!!!!!!!
La cosa che mi ha colpito di più è che "L'isola che non c'è" non parla solo di un luogo fantastico ma anche di un mondo migliore e ci insegna anche a non rinunciare ai propri sogni.
Elisa: Ho letto la canzone "L'isola che non c'è" è molto bella, è un isola fantastica, dell'immaginazione, tutti ( soprattutto i bambini) viaggiano con l'immaginazione, con la fantasia, e tutti ci saremo già immaginati un'isola dove possiamo fare quello che vogliamo, possiamo crearla a modo nostro, e sembra proprio L'ISOLA CHE NON C'E'.
Nadia: E' una canzone bellissima.Per me il messaggio della canzone è che si può arrivare 'all'isola che non c'è' forse non fisicamente, ma con la testa ed il spirito.Si arriva li con la speranza che c'è sempre qualcosa migliore nel mondo,e non dobbiamo mai smettare di cercarla.La felicità si trova solo quando sei felice con te stesso.
Nadia:Ho trovato una nuova poesia che mi ha particolarmente colpita: Eugenio Montale Ho sceso le scale
Ho sceso, dandoti il braccio
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono Le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
Questo viaggio è il viaggio verso il vedere la realtà.Ho notato un'enjembement nella frase "ne più mi occorrono coincidenze" , un "enjembement" è quando un espressione di un verso non termina con esso, ma in quello dopo.Ho anche notato che c'è un anafora nella frase"Ho sceso, dandoti il braccio almeno un milione di scale".Mi commuove il viaggio che ha fatto questo vecchio signore con la morte di sua moglie.
Giorgia: Anche io ho trovato un'altra poesia riguardante il viaggio, è questa:
Tibet
La verde vallata i tre occhi di Buddah Monasteri fortezza l’allievo e il maestro la ruota che gira a narrare preghiere. Il cielo si tocca lassù con un dito tra i templi svettanti nell’azzurro infinito. Nei paesaggi lunari, danzano al vento colorate bandiere. Bianco candore di cime innevate. Ma anche mille violenze subite perché c’è chi reprime e cancella innocenti sorrisi e costringe all’esilio varcare confini per cercare nel mondo libertà e dignità ormai da tempo negate… Maria Letizia Gangemi
Ho Scelto questa poesia perchè, parlava di uno stato e poi mi sembrava ricca di descrizioni. FIRMATO LA VOSTRA GIO!
Nadia:Secondo me il vero senso del viaggio non è nel viggio se stesso, ma nel momento che si conclude il viaggio ,sia nel viaggio metaforico come nella poesia "Ho sceso le scale" ,sia nel viaggio per conoscere nuovi mondi come "Tibet".Alla fine uno si interroga sull'esperienza vissuta , gli sbagli fatti e le lezioni imparate. Ciao a tutti i viaggiatori Nadia :-)
Matilde:Un viaggio secondo me non è solo partire per un luogo o un altro. Si può viaggiare anche nei sentimenti umani.C'è una bellissima canzone di Povia, che viaggia nei sentimenti dell'amicizia, il cui titolo è proprio: "L'AMICIZIA"! L'amicizia non si vanta in giro l'amicizia non si vede si sente non diventerai mio amico perché vuoi esserlo ma lo sarai se non te ne frega niente L'amicizia non nasce solo perché abbiamo parlato 2 volte e anche se ci conosciamo da una vita dai..non siamo amici necessariamente
L'amicizia dice tutto in faccia e non ha paura di far male per fare bene ma se è una cosa vera anche se c'è un interesse non muore
Io non so che cos'è l'amicizia ma so cosa non è l'amicizia e l'amicizia non è come il tempo perché quella vera non passa mai e a un amico che è furbo e scorretto preferisco un nemico ma onesto perchè un nemico almeno mi può insegnare che non devo essere come lui
E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto quando cominciano a pretendere il "rispetto reciproco" stanno toccando il fondo e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai
Io non so che cos'è l'amicizia ma so cosa non è l'amicizia e l'amicizia non è rispettarsi perché a rispettarsi non si parla mai ma quando sbagli un amico ti apprezza e le tue convinzioni le accetta perché "accettarsi"è il verbo migliore è il più importante mattone per costruire l'amore
che può aiutarmi a capire che si può sempre guarire che si può sempre parlare per costruire l'amore
mentre a rispettarsi non si parla mai ma quando sbagli un amico ti apprezza e le tue convinzioni le accetta perchè accettarsi è il verbo migliore è il più importante mattone per costruire l'amore
Perché fare l'amico non è proprio uguale a essere amico e ora scegli cos'è l'amicizia.
Ciao a tutti! Siamo i ragazzi della II B del Liceo scientifico "Pascal" di Ovada. Come saprete noi stiamo trattando il tema del viaggio in Letteratura e più precisamente in Dante. Leggendo le vostre poesie e i vostri interventi, specie gli ultimi, nei quali avete associato il termine viaggio alla parola amicizia, volevamo propovi la poesia di Dante che tratta proprio questa analogia.
"Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io" di Dante Alighieri
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio,
sì che fortuna od altro tempo rio non ci potesse dare impedimento, anzi, vivendo sempre in un talento, di stare insieme crescesse ’l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi con quella ch’è sul numer de le trenta con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore, e ciascuna di lor fosse contenta, sì come i’ credo che saremmo noi.
In questo sonetto Dante esprime il desiderio di un viaggio incantato. Il poeta vorrebbe essere rapito da un incantesimo che lo trasportasse su un vascello con gli amici e poeti Guido Cavalcanti e Lapo Gianni, così da andare per mare senz'altra meta che quella dettata dal loro concorde volere, sempre più uniti dal loro desiderio di stare insieme anche di fronte alle eventuali difficoltà del viaggio. Del sortilegio operato dal benevolo mago farebbero parte anche le tre donne amate dai poeti, lietamente accomunate ad essi nel "ragionar sempre d'amore". Il sonetto, dunque, propone il motivo dell'amicizia poetica espressa già all'inizio con il vocativo d'apertura, indirizzato all'amico Cavalcanti. Segue poi il "plazer", ovvero l'elenco di cose piacevoli, che esprime il desiderio di un isolamanto perfetto in una cerchia di amici, legati da un'unione di affetti e di gusti. Quello espresso da Dante è, dunque, un desiderio che accomuna tutti gli uomini e, soprattutto, i ragazzi della nostra età: quello di avere accanto degli amici veri nel lungo viaggio della vita. Tutti noi vorremmo passare buona parte del giorno con i nostri migliori amici e, con loro, vorremmo vivere il sogno di evasione in un mondo sereno, in un'atmosfera fantastica e fiabesca: proprio come afferma Dante.
Irene: La poesia di Dante è senza dubbio tra le più belle. Io ho scritto una poesia sul viaggio(non sarà eccitante come quella di Dante ma... Ve la voglio scrivere comunque): Un albero bruciato dall'uomo rovinato, non crescerà più come quello laggiù.
Una pianta cresce lenta e del bosco s'accontenta; spazio gli abbiam rubato e poco è restato.
L'aria pura la più rara solo lì presente e in città assente.
Questa poesia rappresenta il viaggio delle emozioni nella natura. Spero che vi sia piaciuta e vi dico arrivederci.
Stefania:mercoledì 29 maggio sono venuti a trovarci i bambini della classe 4°B della scuola Giovanni Paolo II. Loro ci hanno fatto un regalo splendido: delle mongolfiere con disegnati dentro degli sport, animali e i loro oggetti preferiti. Al contrario noi gli abbiamo regalato degli aereoplani con dentro le poesie.Visto che noi abbiamo affrontato la poesia gliela abbiamo spiegata in una modo semplice. E alla fine abbiamo ascoltato e cantato insieme le due canzoni: l'isola che non c'è e il viaggio di Cristoforo Colombo.
Matilde:Alcuni dei miei compagni hanno proposto varie poesie riguardanti il viaggio, io invece volevo proporvi un video che parla della libertà, perché la libertà, non è solo fare le cose che ci piacciono,ma partecipare alla vita. Questa è la stringa del video: https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=WOQ3IlO3o2I Ciao a tutti da Matilde!!!!!!
Federica: Vorrei proporre ai visitatori del nostro blog il viaggio svolto dalla nostra classe il 28 maggio. Si tratta del viaggio alle Capanne di Marcarolo di Lerma. Questo è stato per la maggior parte un viaggio nella natura, poiché la nostra prima tappa è stato il bosco nel quale la nostra guida ci ha illustrato i vari tipi di alberi. L'altra tappa è stato il fiume e successivamente il laboratorio nel quale, dopo aver raccolto gli insetti dal fiume, li abbiamo analizzati. Questo viaggio è stato particolarmente bello per il fatto di essere passati attraverso la natura camminando e questo mi permetteva di assaporarla ancora di più. Consiglio quindi a tutti di provare questa esperienza e quindi... BUON VIAGGIO!!!!
Elisa: ciao a tutti, concordo con Federica, il 28 maggio siamo andati a Lerma, per studiare la natura, gli animali... E' stato un viaggio interessante, dove abbiamo imparato molte cose; alla mattina siamo andati al fiume per prendere gli insetti da analizzare, poi nel pomeriggio siamo andati nel laboratorio per studiarli. E' stato un viaggio molto interessante!! Ciao a tutti Elisa
Giorgia: Io voglio parlare della giornata trascorsa con la IV B della scuola Primaria Giovanni Paolo II, per me è stata molto strana e divertente, ognuno ha espresso i propri sentimenti con poesie ed acrostici, che poi ci siamo scambiati. Io ho trovato molto significativa questa giornata, perché tutti hanno potuto descrivere momenti passati, come le nostre poesie sul viaggio, oppure descrivere se stessi, come ha fatto la quarta. Concordo con Elisa e Federica, la gita a Lerma è stata parecchio interessante. Adesso vi lascio, continuate a viaggiare...!
Gaia: ciao a tutti, io in questo mio intervento volevo parlare della visita della IV B della Scuola Primaria Giovanni Paolo II. Per me, quella giornata è stata una dell'esperienza più belle che ho affrontato nell'esperienza della Prima Media,perchè prima di tutto siamo di età diverse, e quindi ci siamo scambiate molto idee ovviamente distinte una dall'altra, però sempre molto significative. Quando il "tempo stringeva", ci siamo scambiati dei regali gli uni con gli altri: la IV B ci ha lasciato delle molgolfieri disegnate, con l'acrostico del nome di chi l'avevo disegnato. Dentro alla mongolfiera, c'era disegnato gli sport o gli oggetti preferiti dei ragazzi. Mentre noi, in cambio, gli abbiamo lasciato degli areoplanini con scritto delle poesie, ovviamente inventate da noi. Devo dire che quando le hanno lette erano molto contenti e quasi sorpesi. E' stata una gornata MAGNIFICA e credo che ognuno di noi, almeno io, abbia fatto un VIAGGIO con la mente bellissimo!!!!!!
PS: VENITECI A TROVARE SUL NOSTRO BLOG!!!!!!!!!!!!!!!
Vedo con piacere che il viaggio continua....è entusiasmante il fatto che ciascuno di noi si senta libero di aggiungere pensieri, sensazioni ed impressioni anche a scuola finita. Che la vostra estate sia un viaggio stupendo: rilassato ma interessante. Il lavoro può continuare con le nostre impressioni estive e poi a settembre riprenderemo il nostro viaggio formativo...rileggete sempre i commenti prima di postare gli errori sono sempre in agguato per tutti... vostra Patrizia Priano
Matilde: Ciao a tutti! Tra poche settimane le vacanze sono finite, si torna fra i banchi di scuola, in fondo è piacevole rivedere tutti i prof. ed i compagni con cui si passa la maggior parte dell'anno.Sono felice si iniziare un nuovo viaggio formativo assieme a tutti voi!!! Matilde
Giorgia: Ciao a tutti! Siamo ritornati a scuola, finalmente! Io non vedevo l'ora di imparare nuovi argomenti, scoprire cose nuove, e soprattutto ricominciare a esprimere i miei pensieri qui nel blog. Bene ora vi lascio ciao, ciao.
Gaia: ciao a tutti!Il ritorno a scuola è stato piacevole perchè dopo 3 mesi di vacanza,mi fa piacere rivedere tutti i prof. e andare alla scoperta di nuovi "sentieri" e ampliare il nostro bagaglio della cultura. Buon anno a tutti! E... buona scuola!
Elisa: la scuola è iniziata finalmente! E' bello rivedere tutti gli amici dopo 3 mesi di vacanza! E per me queste vacanze sono volate via in un attimo, abbiamo iniziato questo viaggio in seconda con la letteratura e il duecento, con la differenza tra letteratura e epica... Auguro un buon viaggio a tutti e un buon anno!!
Salve ragazzi, potremmo insieme cominciare a lavorare sul blog che userò per inserirvi testi e piccoli commenti ulteriori rispetto a ciò che abbiamo sul libro di testo: inizierò a proporvi alcune poesie degli esponenti del Dolce stil novo corrente poetica di cui abbiamo parlato in classe. Potrete così cominciare a commentarle e a ragionare sull'idea dei poeti: Guido Guinizelli: Secondo la tradizione cortese, l’amore di Guinizelli ha il suo luogo nel “cor gentile”. La gentilezza di cui parla il poeta è la nobiltà d’animo, l’elevatezza del pensiero, la disposizione del carattere verso la virtù, la sensibilità e la delicatezza, la capacità di provare sentimenti profondi. "Al cor gentil rempaira sempre amore" è la lirica di Guinizelli che è considerata il manifesto dello stil novo. La donna accende l’amore nel cuore dell’uomo. La donna ha l’aspetto di un angelo e ha le capacità di migliorare il cuore dell’uomo e di disporlo alla virtù. Ma la donna anche se sembra un angelo può portare l’amante all’amore che viene da Dio?
La canzone è molto lunga provate a esaminare "stanza" per "stanza" così si chiamano le strofe di una canzone:
Al cor gentil rempaira sempre amore come l’ausello in selva a la verdura; né fe’ amor anti che gentil core, né gentil core anti ch’amor, natura: ch’adesso con’ fu ’l sole, sì tosto lo splendore fu lucente, né fu davanti ’l sole; e prende amore in gentilezza loco così propïamente come calore in clarità di foco.
Foco d’amore in gentil cor s’aprende come vertute in petra prezïosa, che da la stella valor no i discende anti che ’l sol la faccia gentil cosa; poi che n’ha tratto fòre per sua forza lo sol ciò che li è vile, stella li dà valore: così lo cor ch’è fatto da natura asletto, pur, gentile, donna a guisa di stella lo ’nnamora.
Amor per tal ragion sta ’n cor gentile per qual lo foco in cima del doplero: splendeli al su’ diletto, clar, sottile; no li stari’ altra guisa, tant’è fero. Così prava natura recontra amor come fa l’aigua il foco caldo, per la freddura. Amore in gentil cor prende rivera per suo consimel loco com’ adamàs del ferro in la minera.
Fere lo sol lo fango tutto ’l giorno: vile reman, né ’l sol perde calore; dis’omo alter: «Gentil per sclatta torno»; lui semblo al fango, al sol gentil valore: ché non dé dar om fé che gentilezza sia fòr di coraggio in degnità d’ere’ sed a vertute non ha gentil core, com’aigua porta raggio e ’l ciel riten le stelle e lo splendore.
Splende ’n la ’ntelligenzïa del cielo Deo crïator più che [’n] nostr’occhi ’l sole: ella intende suo fattor oltra ’l cielo, e ’l ciel volgiando, a Lui obedir tole; e con’ segue, al primero, del giusto Deo beato compimento, così dar dovria, al vero, la bella donna, poi che [’n] gli occhi splende del suo gentil, talento che mai di lei obedir non si disprende.
Donna, Deo mi dirà: «Che presomisti?», sïando l’alma mia a lui davanti. «Lo ciel passasti e ’nfin a Me venisti e desti in vano amor Me per semblanti: ch’a Me conven le laude e a la reina del regname degno, per cui cessa onne fraude». Dir Li porò: «Tenne d’angel sembianza che fosse del Tuo regno; non me fu fallo, s’in lei posi amanza».
Abbiamo di nuovo parlato della poesia e lette alcune ma quella che mi è rimasta più impressa è una poesia forse non troppo famosa,ma a me è piaciuta molto essa è "Per la città correva un uomo nero"di Aleksàndr Blok.
Per la città correva un uomo nero. Si arrampicava a spegnere i lampioni. Lenta,bianca l'aurora si avvicinava, salendo assieme all'uomo sulla scala. Là dov'erano quiete,morbide ombre -le gialle strisce dei lampioni a sera,- la prima luce ha coperto i gradini, penetra da tendine e da spiragli. Ah,com'è scialba la città alla'alba! L'omino nero piange sulla via.
Questa poesia mi è piaciuta molto per il modo di descrivere soprattutto l'alba ma mi ha fatto conoscere anche un mestiere del passato che non conoscevo infatti inizialmente pensavo fosse una metafora per indicare la notte. Pietro
Federica: Ciao a tutti. Volevo introdurmi e ricercare una risposta alla domanda posta dalla professoressa ovvero: "Ma la donna anche se sembra un angelo può portare l’amante all’amore che viene da Dio?". La mia prima risposta è stata "sì" poichè ho ragionato anche grazie alla poesia di Guido Guinizzelli che in u verso di essa dice che l'amore scaccia tutte le cose cattive e quindi il male e io ho pensato che visto che il cuore è "puro" l'uomo non può commettere peccato e quindi andrà in paradiso.Però sono indecisa...voi cosa ne pensate?
Francesco: anch'io sono un po' indeciso, ma se dovessi dire, partendo dal ragionamento che la donna è stata creata da Dio, e che l' amore sta nel suo cor gentile, la donna può essere paragonata a un angelo per il suo aspetto. Guinizzelli amava dio principalmente , ma come secondo amore aveva la donna, perciò la donna poteva portare a dio l'uomo. Io la penso così
Erika: secondo me la donna non ti può portare in paradiso poiché se dedichi la tua vita a Dio solo Egli deve essere il tuo interesse e poi una donna, dato che era considerata angelica, con la sua bellezza ti poteva ammagliare.
Irene: Ciò che ha detto Erica non è sbagliato, però come scritto in molte poesie del "Dolce stil Novo" se hai il cuore puro puoi stare con la donna amata; ma come amore più impotrante devi mettere sempre quello di Dio, come dice il 1° comandamento: "Non avrai altro dio all'infuori di me"
Ciao a tutti! Eccomi finalemente di nuovo nel blog! Oggi voglio commentare una poesia che abbiamo già letto in classe, ma che nessuno ha ancora commentato. Eccola qua:
S'i' fosse foco, arderei 'l mondo s'i' fosse vento, lo tempesterei s'i' fosse acqua, i' l'annegherei s'i' fosse Dio mandereil'en profondo
S'i' fosse papa, sare' allor giocondo tutt'i cristiani imbrigherei s'i' fosse imperator, sa' che farei ? a tutti mozzerei lo capo a tondo
S'i' fosse morte, andarei da mio padre s'i' fosse vita, fuggirei da lui
similimente faria da mi' madre S'i' fosse Cecco come sono e fui
torrei le donne giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui.
Questa poesia è un sonetto e infatti è formata da due quartine e due terzine. La rima è incrociata, con lo schema ABBA... Il linguaggio è popolare e diverso da quello che usavano i poeti del Dolce Stil Novo e della Scuola Siciliana. Cecco Angiolieri, infatti, è tra uno dei poeti che rientra nel genere di poesia comico-realistica: tratta argomenti popolari e quotidiani, al contrario dei poeti del genere di poesia lirica, che trattano invece argomenti come l'amore verso Dio e verso la donna. Questa poesia, secondo me, è molto bizzarra e buffa e mi piace molto, perché è diversa dalle altre che abbiamo letto in classe e perché rispecchia un po' la diversità che c'era tra uomini molto colti, come i poeti dei movimenti letterari dell'epoca, e tra uomini popolari, simpatici e forse anche un po' indisciplinati.
Matilde: Io volevo commentare una poesia di Dante che abbiamo visto in classe, il suo titolo è Tanto gentile e tanto onesta pare.
Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ‘ntender non la può chi no la prova;
e par che de la sua labbia si mova uno spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.
Questa poesia, fa parte di Vita Nova, una raccolta di rime dedicate a Beatrice, di cui Dante era perdutamente innamorato. E' un sonetto, con 14 versi endecasillabi, raggruppati in 2 quartine e 2 terzine. Dante era un poeta del Dolce Stil Novo, corrente poetica che considera la donna simile ad un “Angelo”, simbolo di grazia divina. A me questa poesia piace molto, non ci trovo niente di male a considerare un essere umano, il centro della nostra vita.Questo si afferma anche nel 400, con l'umanesimo; mettere al centro della nostra vita oltre a Dio altri interessi come l'amore tra uomo e donna, il lavoro, conoscere la cultura di popoli vissuti prima di noi non è un peccato, come veniva invece considerato nel Medioevo.
Adesso noi abbiamo cominciato a studiare Boccaccio, un grande scrittore di novelle che compose il Decameron, una raccolta di novelle .Giovanni Boccaccio nasce nel 1313 . Viene ammesso nella corte del re Roberto . Io adesso vi spizzico un piccolo pezzo di quello che è considerata una delle migliori novelle composte da Boccaccio . Parla di Federigo di Alberighi e di un fatto che è avvenuto realmente. "Quanto a me,se a voi piacesse ,preferirei restare così come sono.Ma se voi volete che mi risposi ,allora vi dico che nessun altro uomo diventerá mio marito se non Federigo degli Alberighi ." Queste parole furono pronunciate da Giovanna.Giovanna era la donna che Federigo amava.
IRENE: Nadia, secondo me, non hai detto una cosa essenziale: Boccaccio a differenza di altri famosi poeti, scriveva in prosa, ma usava comunque il volgare, perfezionandolo. Mi è piaciuta molto l'idea di Nadia e proprio per questo vi spizzicherò un'altra parte del brano, in cui Federigo, per amore nei confronti di Giovanna fece una sciocchezza: "Federigo si innamorò d'una gentildonna, chiamata monna Giovanna, che godeva fama d'essere una delle più belle e leggiadre giovani di Firenze. Per conquistare l'amore della bella dama, Federigo cominciò a mettersi in mostra, duellando, partecipando a gostre ed a tornei, offrendo grandi feste e sontuosi regali e spendendo senza alcun riguardo il suo denaro".
Nadia:Ho notato che ognuno dei poeti che abbiamo studiato si innamora perdutamente di una donna ma non osano toccarla.Dante si innamorò di Beatrice una donna non molto ricca , non la sposa perchè suo padre non vuole,Petrarca innamorò di Laura e Boccaccio si innammorò di Fiametta una poeta che compose varie opere famose.
Nadia:noi adesso stiamo studiando in letteratura l'umanesimo e il Rinascimento.Essi sono due gradi periodi che abbiamo gia studiato in storia.Questi due grandi periodi sono famosi perchè ci furono le piú grandi scoperte.Un autore che era famoso in questi periodi del 400 era Lorenzo de'Medici che scrisse molti famosi inni.Questi inni venivano usati dai Maggiaioli ,essi erano persone che nella notte tra il 30 Aprile e 1 Maggio adavano di casa in casa ad annunciare l'arrivo della bella staggione,cantando alcuni allegri canti.Uno di questi canti famosi fatti da Lorenzo de'Medici é Il trionfo di Bacco e Arianna,adesso vi spizzico un pezzo della Canzone "Quant'è bella gioviazza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto sia: di doman non c'é certezza".
Nadia:Noi abbiamo studiato Ludovico Ariosto un grandissimo poeta del 1400 il periodo dell'Umanesimo e del Rinascimento.Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia e successivamente si trasferisce a Ferrara dove entra in contatto con vari letterati e umanisti.Purtroppo nel 1500 muore il padre e la numerosa famiglia passa sotto la sua responsabilitá.Ludovico lavora per cardinale Ippolito d'Este .Nel 1516 esce la prima edizione dell'"Orlando furioso" che é il suo poema dedicato a Ippolito.Egli muore a cinquantanove anni nel1533.
Abbiamo anche studiato un altro poeta di questo periodo ma un po meno popolare di Ariosto che si chiama Baldesar Castiglione.Egli nasce a Mantova in una famiglia nobile .Egli é famoso per la sua opera di nome "Il Cortigiano"che descrive il perfetto uomo di corte.Castiglione lo descrive come un uomo intelligente,generoso,con molta cultura e saggio.Castiglionefú il primo a creare il cortigiano rinascimentale.Egli morì a causa della pazzia.
Nadia:Nel mio commento precedente non ho ancora nominato Torquato Tasso.Egli nasce a Sorrento nel 1544 ed è il figlio di un nobile.Purtroppo a soli dieci anni quando va fal suo padre a Roma mentre sua madre due anni dopo muore a Napoli .Nel 1565 Tasso entra al servizio dei duchi d'Este , in questi anni lavora anche per il suo capolavora "la Gerusalemme liberata" che termina nel 1575 .Dopo nell'ultimo periodo della vita fá anche "la Gerusalemme conquistata .Muore a Roma nel1595.I l poema di Tasso è molto diverso dagli altri che sono gran parte leggendari perché "la Gerusalemme liberata " ha uno sfondo storico e Tasso ha coinvolto le schiere dei demoni e i maghi.Io personalmente preferisco quest opera all'"Cortigiano" di Baldesar.La "Gerusalemme liberata conobbe una rapida difusione.Infatti Tasso la fatto piú verso la tendenza dei giovani, che si sentivano piú vicini al poema di Tasso che a quello di Ariosto.
manuele: nei post precenti ho notato che i miei compagni hanno scritto solo di letteratura, e non hanno parlato delle bellezze della natura che ci sta intorno. noi la stimo pultrroppo devastando senza rendercene conto, e poi gaia (la terra) viene accennata in letteratura nel cantico delle creature di san francesco. la gita a pracatinat ci a cambiato perchè abbiamo capito come ci stiamo comportando con la natura e come dobbiamo conportarci con lei. io ne ho visti di video sulla natura ma una cosa impressionante è quando in un programma francese (il mondo visto dall'alto) ho visto un isola divisa in due la parte deforestata e la parte viva, la parte viva era ricca di frutti e alimentari e dall'altra parte invece era completamente deserta le persone erano in povertà e non sapevano come comportarsi e cibarsi, qui ho dinuovo capito come gaia ci da delle opportunità ma noi le sfruttiamo troppo o malamente
Bene! Manuele ha aperto la nostra nuova discussione. Tentiamo il concorso "Gaia siamo Noi". Vi ricordo i MATERIALI ONLINE • http://www.giovannidelponte.com/it/libro/gli-invisibili-4-lenigma-di-gaia [per approfondimenti sul libro e sull'autore e su spunti utilizzati per il libro] • intervista all'autore fatta dai tre avamposti di Fuorilegge [www.fuorilegge.org] di Bologna, Modena e Torino: http://www.youtube.com/Fuorileggeorg • http://www.regione.piemonte.it/ambiente
Di seguito troverete la lettera stimolo inviataci dall'autore del libri "L'enigma di Gaia" che insieme all'esperienza di Pracatinat ci ispirerà per il nostro lavoro:
I nostri antenati conoscevano un Segreto. Un segreto noto ancora oggi ai popoli che vivono a contatto con la natura. Noi abbiamo scelto di allontanarci da essa. Ci siamo arroccati nelle nostre città, affidandoci alle macchine, all’industria, all’informatica. L’ambiente in cui viviamo, si chiama ormai società dell’informazione e dei consumi. Abbiamo scolorito i fiumi, il mare e il cielo. Le discariche traboccano. I rifiuti debordano e ricoprono il suolo, su cui costruiamo altri edifici, altre città, fonti di nuovi rifiuti che si assommeranno gli uni agli altri in una moderna Torre di Babele. Ci stiamo allontanando talmente da quel Segreto, che i nostri nipoti o i loro figli potrebbero non essere più in grado di ritrovarlo. E potrebbero non esserci più quei popoli naturali a tramandarlo: la terra che deprediamo è anche la loro, come sono loro il cielo, l’aria o l’acqua che inquiniamo. Ma non è troppo tardi. Quei popoli ci sono ancora, e molti dei nostri anziani ricordano anch’essi il Segreto, trasmesso loro, quando erano bambini, sotto forma di storie: del melo che fiorisce e produce mele e non pigne o ghiande; delle anatre che d’inverno volano verso sud, mentre il corvo e la ghiandaia restano; della luna che muta attraverso le sue fasi; o della Terra col suo percorso intorno al sole a determinare il rinnovarsi delle stagioni. In quelle storie i nostri antichi erano attenti a non tagliare troppi alberi, affinché ne rinascessero per l’inverno successivo, o a non uccidere troppe prede, per non impoverire il bosco. Ogni essere vivente doveva imparare a convivere con gli altri per non alterare l’equilibrio di quest’astronave, che chiamiamo Terra o Gaia, che viaggia nello spazio. Oggi, abbiamo scordato il Segreto. Ma non è troppo tardi. È questo che comprendono i protagonisti de “L’Enigma di Gaia”. Non è troppo tardi se ritroveremo il rispetto per noi stessi e per la vita che ci circonda. Sarà un grande cambiamento e potremo tutti farne parte. Ma non dovremo aspettare una guida, non avremo maghi o supereroi ad aiutarci. Del resto, nemmeno Harry Potter, Superman, Spiderman o gli Avengers potrebbero, da soli, salvare Gaia. La buona notizia è che non abbiamo bisogno di supereroi. Bastiamo noi. Perché è questo il Segreto: per la Terra non c’è una graduatoria con in cima gli esseri umani, più in basso gli animali e al fondo i vegetali. L’ambiente non è qualcosa di cui possiamo scegliere di occuparci, qualcosa di esterno da noi che possiamo salvaguardare o ignorare. C’è solo Gaia. Ecco il Segreto che i nostri antenati conoscevano. Potremo vivere e prosperare solo se lo faremo tutti insieme. Perché Gaia siamo noi. Giovanni Del Ponte
La frase di Giovanni Del Ponte "Gaia siamo noi" significa che noi siamo nati da Gaia, viviamo con lei e grazie a lei. Non ci siamo resi conto che Gaia ha degli equilibri. Se li "scombussoliamo" possiamo causare catastrofi come ad esempio frane e valanghe che possono distruggere paesini. Secondo me 'uomo si deve porre dei limiti, perché se si continua ad abusare di Gaia come facciamo ora si rischia di perdere per sempre il suo segreto. Il segreto di Gaia è la sua essenza che noi percepiamo sempre di meno perchè non pensiamo più alla natura che ci circonda. Ormai il segreto lo conoscono bene le generazioni passate, quelle che sono state a contatto con la terra e sapevano sfruttare tutto quello che essa produceva. Forse dovremo tornare un po' indietro per ritrovare l'importante segreto di Gaia
IRENE : In effetti noi dovremmo aiutare Gaia, ma come? Il riciclo è già un buon inizio, bisognerebbe indurre le persone a non sprecare, ma a riutilizzare e riciclare gli oggetti, in modo che non inquinino il nostro pianeta. Facendo così avremo modo di vivere in un mondo più pulito e sano.
Federica: concordo pienamente con le mie compagne. L'esperienza di Pracatinat mi ha fatto entrare ancora di più nell'ottica di questo progetto "Gaia siamo noi". Infatti le varie escursioni mi hanno fatto capire che l'ambiente e quindi Gaia sono un bene prezioso che va rispettato. Analizzando il titolo del progetto ovvero "Gaia siamo noi" si capisce che tutti i problemi atmosferici derivano da azioni sbagliate nostre. Infatti dovremmo PENSARE PRIMA DI AGIRE e non pensare solo a noi stessi.
Matilde: con il progetto "Gaia siamo noi", vorrei parlare di un bene che gaia ci dona e che è essenziale per la vita, la salute, il benessere dell'uomo: l'ACQUA. L'acqua è un bene preziosissimo, che quasi tutti, diamo per scontata; basta aprire il rubinetto ed ecco che l'acqua scorre, fino a quando non lo chiudiamo. Le più grandi città del mondo, sorgono proprio in riva ai maggiori fiumi, per poter sfruttare al meglio l'acqua. Le grandi industrie, negli anni, hanno contribuito all'inquinamento delle acque, scaricando rifiuti tossici. L'acqua, quella pulita, è fonte di vita, senza di lei si morirebbe di sete, per questo è anche chiamata ORO BLU. Nel nostro piccolo,ognuno potrebbe dare una mano, cercando di utilizzarla solo al bisogno,cercando di tenere pulito l'ambiente in cui viviamo, facendo la raccolta differenziata, piccoli gesti che possono contribuire ad aiutare Gaia ed a salvarla, perché come si dice " UN PICCOLO PASSO PER L'UOMO, UN GRANDE PASSO PER L'UMANITA' ". E poi bisognerebbe farsi questa domanda:" E SE UN GIORNO L'ACQUA FINISSE?"
IRENE: concordo con te Mati e penso che Gaia abbia dato a noi un'altra grande ricchezza: il terreno. Da lì nascono le piante che ci fanno respirare e che ci mantengono in vita. Danneggiando il terreno danneggiamo le piante e danneggiamo noi stessi.
Matilde: Anche io Irene concordo con te. Aggiungo che il terreno con l'acqua, danno vita alle foreste che sono i "polmoni di Gaia". Le foreste puliscono l'aria e ci forniscono ossigeno. Inoltre, secondo me la vita di Gaia è fondata sull' equilibrio di tanti fattori che ci permettono la vita. L' inquinamento può rompere questo equilibrio delicato, rendendo tutto più difficile.
Nadia:Concordo pienamente con Matilde e Irene ,solo ieri ho visto un articolo sulla repubblica che argomentava sulle foreste e come noi dobbiamo proteggerle, perchè grazie a loro ogni giorno respiriamo l'ossigeno che ci forniscono e raccontava di quanto poco noi ci pensiamo e aiutiamo le nostre preziose foreste.Questo articolo che ho letto mi ha ricordato molto il film che abbiamo guardato in classe:"il pianeta verde".L'articolo ci invitava inoltre a riflettere dieci minuti sulle nostre foreste e cosa faremmo senza di loro.
Nadia:Grazie a Pracatinat noi siamo riusciti a riconquistare il messaggio che gaia ci ha lasciato,esso è un messaggio di rispetto reciproco tra noi e la nosra terra.Senza la gita le parole e le immagini che noi avremmo usato per, il progetto di nome "Gaia siamo noi"che stiamo affrontando,non avrebbero uno significato ,nella gita di Pracatinat abbiamo visto attraverso i nostri occhi non con apparecchi tecnologici,la natura che ci circonda ,facendoci venire la voglia di rispettare nostra terra, e diventare amici con ella, coreggendo i nostri errori che abbiamo fatto precedentemente .Ptacatinat ci ha anche dato molte risorse per il nostro progetto.Adesso gaia è in pericolo ,lei ci ha giá dato abbastanza acqua ,ossigeno e un posto su cui vivere,adesso penso che tocchi a noi aiutarla,e spero che questo progetto aiuta non solo noi ma anche la natura che ci circonda perchè senza gaia noi non saremmo mai esistiti e per dire la veritá penso che l'universo sarebbe vissuto molto meglio senza di noi!
Giusta riflessione, ma a volte per riflettere abbiamo bisogno di "disconnetterci" dalle cose senza importanza per dedicarci a ciò che conta....proprio come nel film visto in classe.
Matilde: Purtroppo, per moltissime persone, ciò che più conta, è soltanto la propria ricchezza. Arricchirsi, arricchirsi, arricchirsi, senza nessuno scrupolo, come ad esempio usare un terreno, per sotterrare rifiuti pericolosi per l'uomo e l'ambiente; pensando di farla non si sa bene a chi.
Sono d'accordo. Soprattutto manca la visione del futuro e l'informazione sugli effetti di ciò che facciamo. Molti pensano di non influenzare o di non essere influenzato dall'ambiente, ma questo è, come sappiamo pura fantasia. ..
Matilde: Tempo fa, in un noto programma televisivo, che spesso affronta problemi ambientali, si parlava di una teoria di Albert Einstein. Il celebre scienziato, disse che se dal mondo sparissero le api, tempo quattro anni e l'uomo non potrebbe più vivere sulla Terra, morirebbe di fame. Il programma ha esposto il problema perché la teoria di Einstein sta diventando una profezia. Negli ultimi anni, c'è stata nel mondo un' incredibile moria di api, morti dovute sicuramente all'inquinamento prodotto dall'uomo. Pian piano l'uomo si distrugge con le proprie mani, ma prima distrugge tutto ciò che lo circonda.
IRENE: Maty concordo pienamente, ma bisognerebbe chiedersi il perchè... E' semplicissimo, l'uomo non sa apprezzare e rispettare ciò che lo circonda. Forse perchè è sempre stato abituato ad avere tutte queste ricchezze che la Terra ci dona ogni giorno. In poche parole, l'uomo è diventato un bambino vizato che da per scontato tutto quello che ha e vorrebbe sempre di più. Ogni tanto, però, la Terra ci presenta il conto...
evero e il conto come le tasse da pagare sono difficili da mandar giù ma comunque l'uomo da qunto è cocciuto non pesa alle cause e cosa stiamo facendo a gaia, noi la stiamo uccidendo stiamo girando il coltello nella piaga la stiamo soffocando con i nostri rifiuti e con l'inquinamento provocato dalle nostre fabbriche. noi possiamo paragonarci a dei bulli e gaia a un povero bambino pestato, noi dobbiamo cambiare dovremmo andare incontro a quel bambino e fasciargli le ferite per rimendiare al male che abbiamo fatto prima
Daniele: iniziando questo lavoro partiamo con l' ora di epica. Nei grandi e famosi poemi epici Odissea e Eneide, Ulisse e Enea compiono due di lunghi e difficili viaggi. L'Odissea parla del viaggio di Ulisse verso la sua casa, Itaca, per ritornare dalla battaglia di Troia. L'Eneide, "copia" un po' l'Odissea con il viaggio di Enea da Troia verso il Lazio per fondare Roma, con la sosta a Cartagine dalla regina Didone.
RispondiEliminaMargherita: approvo il commento di Daniele e sono anche un po' lusingata di "postare" un commento su questo blog.
EliminaCredo che Ulisse ed Enea non abbiano fatto un viaggio solo fisicamente, ma anche con la mente e i sentimenti.
Ulisse voleva tornare nel suo ambiente famigliare con la sua famiglia e raccontare il suo viaggio fatto anche di sentimenti.
Enea era invece un uomo "vacillante, più umano"(cito la frase che ci ha detto la prof. questa mattina), un uomo che era contro la volontà del Fato e che forse non aveva la "voglia" di fondare Roma ma vivere le sue emozioni con Didone.
Credo che questi poemi, a distanza di migliaia di anni da noi, siano molto attuali, ovvero "in",rispetto ai nostri giorni e alle persone di oggi. Questi due grandi poemi ci accompagnano nel nostro piccolo viaggio.
Erika: Margherita ha ragione: i viaggi non si fanno solo fisicamente ma anche mentalmente. Infatti i sogni sono dei viaggi mentali nella nostra fantasia, dove possiamo viaggiare in qualsiasi luogo, reale o inventato.
RispondiEliminaA volte si fanno viaggi piu belli con la mente perche possiamo immaginare ciò che vogliamo
EliminaMatilde: concordo con Erika, ma vorrei aggiungere che secondo me "Parole in viaggio" non significa solo i lunghi e faticosi viaggi come nei poemi epici compiuti dai grandi eroi come Enea e Ulisse, ma anche le parole che sono giunte a noi dall'antichità fino ai giorni nostri.
RispondiEliminaElisa: è vero quello che dice Matilde, le parole scritte in questi poemi hanno fatto un lunghissimo viaggio dal passato fino a noi, ed è bello pensare che il loro viaggio non è ancora terminato, ma sicuramente arriveranno alle generazioni future
RispondiEliminaHo letto con attenzione i precedenti commenti direi che siamo giunti a dire che i viaggi possono essere di vario tipo. Anche quello delle parole è un viaggio....parole antiche che sono giunte fino a noi.
RispondiEliminaUn gruppo di noi potrebbe ricercare le parole "antiche" dei brani di epica letti, l'altro gruppo potrebbe pensare ad un elenco di parole che per varia natura sono collegate al tema del viaggio nell'epica antica.
Penso che Elisa Repetto abbia ragione, quelle del passato sono giunte fino ai giorni nostri, ma sicuramente quelle che noi usiamo comunemente adesso in futuro verranno viste come antiche, però... chissà come sarà il futuro, quelle cose per noi sono vecchie ora dopo lo diventeranno il dopiio.
RispondiEliminaElisa e Gaia: noi abbiamo pensato alla parola CORAGGIO. Il coraggio era indispensabile per compiere lunghi viaggi, perché una volta non esistevano i mezzi di trasporto e quindi bisognava spostarsi o a piedi oppure in barca e quindi si poteva essere attaccati da qualsiasi cosa. Ulisse ed Enea hanno avuto molto coraggio per affrontare viaggi lunghi e pericolosi.
RispondiEliminaCiao a tutti, sono Tanya della 2^B del liceo scientifico “Blaise Pascal”. Concordo pienamente con voi e collegandomi con il caso di Ulisse vorrei dire che intraprendere un viaggio con la propria volontà là dove il piede umano non aveva mai toccato terra infatti era oltre il confine del mondo allora conosciuto è puro coraggio. Come ha detto John Dryden, un poeta inglese: “La fortuna arride agli audaci.”
EliminaIo e Margherita vorremmo seguire il percorso e quindi integrarci nel gruppo in cui si tratta l'argomento delle parole collegate al "viaggio".Per questo abbiamo scelto la parola "fuga" che con l'epica che stiamo trattando si ricollega perfettamente nei poemi epici che stiamo studiando in questo periodo. Anche la fuga è un viaggio, sia mentale, quando si pensa a quello che accadrà, sia fisico, quando è proprio il tuo corpo fisicamente che compie questo viaggio.
RispondiEliminaGaia: io rileggendo a casa, i vari testi dell'epica, ho pensato alla parola RITORNO perchè mi è venuto in mente il viaggio che fa ulisse nel poema epico l'odissea per tornare a itaca da sua moglie penelope che no lo vedeva da molto tempo.
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RispondiEliminaFederica: Ricollegandomi al discorso dei Gaia, secondo me molto giusto, vorrei introdurre un'altra parola che si ritrova in molti poemi epici e che si ricollega perfettamente alla parola ritorno e alla parola viaggio:la PARTENZA. Questo fatto lo ritroviamo in un grande poema:l'Iliade, dove Ettore deve tristemente salutare sua moglie Andromaca e suo figlio per partire per una lunga e faticosa guerra. Questo pezzo di poema sono stata molto felice e contenta di averlo incontrato,letto e raccontato parecchie volte.
RispondiEliminaPietro: io ho pensato alla parola Destino o Fato, ad esempio nell'Eneide Enea è costretto a lasciare la sua amata Regina Didone proprio per via del destino che gli è stato ricordato dagli Dei con la figura di Mercurio mandato da Giove.
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RispondiEliminaMasso01:Pietro a volte nell'epica gli dei tentano di contrastare le gesta degli eroi come ad esempio fece Giunone per proteegere Cartagine da Roma.
RispondiEliminaPaolo: mi ricollego a quello scritto da Pietro:
RispondiEliminail viaggio di Ulisse, spinto dall'avventura e curiosità;
mentre il viaggio di Enea, per compiere la sua missione affidatagli dal fato.
E' stato un viaggio anche il tramandarsi oralmente di generazione in generazione i miti e le leggende attraverso gli aedi; successivamente con i rapsodi, fino ad arrivare ai testi scritti.
Nicola:La parola che serve per fare un viaggio è DETERMINAZIONE perchè senza determinazione non si arriva da nessuna parte
RispondiEliminaNadia:Nei viaggi che intraprendono gli eroi dell'epica antica una parola che si collega molto al viaggio è la SOFFERENZA. Solo essendo lontano da casa era una sofferenza per gli eroi e anche i viaggi lunghi e pericolosi erano sofferenti.
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RispondiEliminaIrene: Approvo l'idea di Nadia, a viaggio si collega sofferenza e a sofferenza si collega SACRIFICIO.
RispondiEliminaPerché nel momento in cui soffri per difendere o sostenere un'altra persona fai anche un sacrificio.
Secondo me la sofferenza molto spesso è dovuta al sacrificio per altre persone.
Nei poemi epici sovente i sacrifici si fanno per: onore, dei e per la propria città.
Giada: Concordo con Irene, ma vorrei anche precisareche che i sacrifici nei poemi epici come l'Odissea si fanno per AMORE.
RispondiEliminaInfatti Ulisse affronta il suo viaggio pieno di pericoli e insidie anche per rivedere sua moglie.
Lorenzo:Come parola di viaggio ho scelto il ritorno(reverteur) in latino.
RispondiEliminaIl ritorno come in tutti i viaggi può essere vissuto in due modi: quello fisico come Odisseo che per ritornare in Patria ha dovuto affrontare molte difficoltà e dure prove che lo hanno ostacolato nel suo intento.
Il ritorno mentale può essere definito un flashbach che rivivi mentalmente cose accadute in passato.
Per me il "ritorno" da un viaggio è sempre molto spiacevole perchè spesso i posti in cui vado sono divertenti ed interessanti specialmente quando vado in vacanza in Sardegna , luogo che ritengo un paradiso.....!
Manuele: la parola scelta da me è UMANITA'.
RispondiEliminaEnea, pur essendo nato da una dea (Venere) e avendo compiuto azioni epiche, durante tutta l'opera è in balia di fragilità e dubbi tipiche dell'uomo comune.
Ulisse è invece caratterizzato dall'astuzia, dalla curiosità, e da altri sentimenti tipicamente umani.
Giorgia: io ho deciso di dedicarmi alle parole "antiche" presenti nell'epica classica, tra queste ho scelto la parola "EROE", infatti, in tutti i poemi epici è presente un eroe che è presentato come una persona intraprendente, furba, coraggiosa, senza paure e con un grande amore per il suo popolo.
RispondiEliminaPer Omero l'eroe è un uomo valoroso, abile, astuto ed onorevole.
Per Virgilio, invece, l'eroe è un uomo coraggioso, paziente e clemente.
Per me un eroe è una persona che ti ama, ama il popolo e ti salva sempre, diciamo come un principe azzurro che tutte noi donne soniamo!!!!!
Cara Giorgia,
Eliminacondividiamo le tue affermazioni, grazie per averci approfondito il concetto di "eroe".
Il prossimo anno lo studieremo anche noi.
Gli alunni della V A e V B della scuola primaria "Giovanni Paolo II"
Concordo con voi e vorrei aggiungere che a proposito di parole antiche, mi ha fatto riflettere la frase tratta da "LA MALEDIZIONE DI DIDONE" che dice:"E già irrorava la terra di luce nuova la prima aurora".
RispondiEliminaGià di prima mattina la luce del nuovo giorno illumina il viaggio che ognuno sta per compiere.Ogni giorno è una nuova partenza.
Mi inserisco ragazzi per proporvi qualche riflessione. Stiamo provando a produrre scrittura con il computer quindi il tutto risulta più veloce e per alcuni facilitato (ad esempio per chi tra noi è dislessico). Occorre comunque dare importanza a diversi livelli. E' basilare, per "far viaggiare" le idee, essere chiari e comprensibili. Non è semplice far capire ciò che pensiamo, per questo dobbiamo prestare attenzione al significato delle parole che usiamo cercando quelle giuste, attenzione quando proponiamo parole di cui non conosciamo l'esatta origine. E' il caso dalla parola proposta da Lorenzo (reverteur). Scrivendo velocemente poi gli errori più ricorrenti sono il dimenticarsi i segni di punteggiatura (importantissimi) e ad esempio le maiuscole. Vi lascio al vostro lavoro, con queste poche riflessioni tecniche. Lasciamo viaggiare le nostre idee...
EliminaElisa: una parola che si può collegare a viaggio è PAURA, un uomo può avere paura di fare un viaggio avventuroso come Enea oppure Odisseo.
RispondiEliminaFederica: Vorrei mettere in pratica sin da subito i giusti e importanti consigli della professoressa. Quindi oggi ho deciso di continuare il mio percorso con le parole collegate al viaggio,facendo però attenzione alla scrittura. Quindi ho scelto la parola FATO. Questa parola molto forte e profonda, la ritroviamo in un grande poema epico: l'Eneide, nel quale Enea fa lunghi e faticosi viaggi per il fato assegnatogli dagli dei, i quali gli diedero il compito di fondare Roma. Egli,infatti, non compie questi viaggi per avventura e curiosità, ma solo per obbedire agli dei. Nello stesso poema epico ritroviamo questa stessa parola collegarsi al viaggio mentale e non più fisico, quando Enea ripercorre le sue avventure e guerre alla regina Didone. Anche in questo caso svolge le sue guerre per dovere e obbedienza verso gli dei e lo racconta tramite un viaggio mentale.
RispondiEliminaAlessio Anania:
RispondiEliminaConcordo con i miei compagni sul fatto di riflettere sulle frasi, e ritornando al viaggio, secondo me, la parola chiave è ''Fare il proprio dovere'' come ha fatto Enea, anche se insicuro, ha fatto quello che gli Dei gli avevano ordinato di fare, è stata anche una prova di coraggio perché non tutti sono capaci di farlo.
Giusto, ma per me una parola che si avvicina a "VIAGGIO" è IMPREVEDIBILITA'. Anche i grandi eroi non sanno il loro futuro, bello o brutto che sia, o cosa accadrà loro prima di arrivare alla propria meta. Ma un altra parola che va d’ accordo con VIAGGIO è la " CONSAPEVOLEZZA" ;Ulisse infatti è serio e diffidente, non si fida di nessuno, se non di se stesso o della sua patria.
RispondiEliminaFederica: Vorrei continuare il percorso delle parole collegate al viaggio. Per questo ho scelto la parola AMORE. Questo profondo e bellissimo sentimento lo ritroviamo in un grande poema epico: l'Eneide, nel quale Enea, durante il suo lungo viaggio, incontra la regina di Cartagine Didone, della quale se ne innamora perdutamente, ma per colpa del fato deve lasciarlo per riprendere il suo viaggio. Quindi i poemi epico che noi conosciamo sono pieno anche di SOFFERENZA. Questa è un'altra parola collegata al nostro viaggio. Questi due viaggi non sono stati compiuti fisicamente ma soprattutto mentalmente e con il cuore.
RispondiEliminaRispondo a Federica con una breve nota che riassume un pò il dibattito fatto in classe.
RispondiElimina".... ci si innamora della persona che ci sta più vicina e a cui noi teniamo molto. A volte però, questo sentimento viene contrastato per vari motivi: genitori che non vogliono, amici che ti ostacolano, gelosie, litigi, nel caso dell’Eneide sono gli Dei a non volere. Enea e Didone, due giovani sfortunati, innamorati tra loro, ma a causa del volere divino non possono amarsi per sempre e addirittura questo amore si conclude con la morte di uno degli innamorati, ovvero Didone. Enea, è un uomo devoto e pio (pius, dal latino, "rispetto" per la patria, per la famiglia, per il popolo e verso gli Dei), talmente fedele che rinuncia ai suoi interessi personali e all'amore che prova per Didone per continuare il viaggio a cui è destinato. Quest'ultima,vedova di Sicheo, aveva giurato alla sua morte di essere fedele e di non amare nessun altro uomo per non infangare le memorie del marito. Nonostante tutto, si innamora di Enea, forte e giovane, da cui vorrebbe anche un figlio, rifiutato dallo stesso eroe per il senso di responsabilità verso gli Dei e la patria. Entrambi provano d'amore anche se in modo diverso ed Enea dimentica anche la sua missione, fino a quando Giove manda Mercurio per ricordagliela e il giovane è costretto ad abbandonarla e a mettersi in viaggio senza avvisare la donna. Didone intuì il tradimento e decise di vendicarsi, lanciandogli contro una maledizione, straziata e delusa si uccise".
Elisa: la parola ( che non è una parola ma è un verbo) che mi è venuta in mente è COMBATTERE, gli eroi di un tempo dovevano saper combattere perché in qualsiasi momento potevano trovarsi davanti ad un nemico, per esempio l'incontro con il ciclope.
RispondiEliminaFederica: L'appunto della professoressa è molto giusto e la ringrazio per i suoi importanti consigli. Comunque ho deciso di scegliere un'altra parola collegata al viaggio: la NOSTALGIA. Questo bellissimo sentimento lo troviamo in un grande poema epico: l'Odissea, nel quale Odisseo (o Ulisse), ad un certo punto del suo viaggio, ha nostalgia di casa e vorrebbe quasi tornarci. Le parole che scelgo sono soprattutto sentimenti poichè i viaggi più belli, secondo me, si fanno con la testa e con il cuore, ed è anche per questo motivo che i più grandi poemi che stiamo studiando adesso sono ricchi di sensazioni molto profonde: i sentimenti.
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RispondiEliminaElisa: volevo dire a Stefania che la parola coraggio c'era già
EliminaFederica: Elisa ha ragione, ed è importante, a mio parere, che ci si aiuti a vicenda, come è successo nell'Eneide, nel quale Eurialo e Niso morirono a vicenda per salvare la loro amicizia. Anche l'AMICIZIA è molto importante per compiere un viaggio. Infatti, in tutti i viaggi che si rispettino, si prova affetto per gli amici lasciati in patria.
RispondiEliminaMargherita: Ricollegandomi alla parola “amicizia” in questi giorni di Pasqua ho trovato un’altra parola: unione.
EliminaCredo che se non ci fosse stata unione tra Ulisse e la sua città, Ulisse non sarebbe tornato a casa, ma magari sarebbe rimasto con la ninfa. Se non ci fosse stata unione tra Didone ed Enea gli Dèi non avrebbero dovuto costringere Enea ad andare avanti nel suo viaggio.
L’unione è anche una grande compagna: “L’unione fa la forza” anche in un viaggio pericoloso e insidioso come quello dell’epica. L’amicizia unita all’unione di due veri amici, anche se ostacolata da altre persone, dura a lungo negli anni.
Elisa: un'altra parola che mi è venuta in mente, è un mezzo di trasporto, mi è venuta in mente la parola NAVE, un tempo serviva per spostarsi via mare, perchè non esistevano le macchine.
RispondiEliminaErika: riflettendo, una parola che mi è venuta in mente sul viaggio è MISSIONE, perchè Enea, nell' Eneide, ha viaggiato per una missione: fondare Roma. un'altra parola collegata a viaggio potrebbe essere RICERCA, perchè si può viaggiare anche alla ricerca di qualcosa.
RispondiEliminaMargherita: Oggi ho trovato una parola riferita al viaggio: “casa”, ovvero un posto dove è bello tornare.
RispondiEliminaUlisse si è trovato molte volte in una casa o in un luogo che fosse simile ad una casa durante il suo viaggio di ritorno. Ad esempio, la casa del Ciclope è stata per Ulisse un luogo pieno di pericoli ma anche un luogo, dove ha avuto modo di rivelare i suoi pregi, come l’astuzia.
Enea aveva una missione, ovvero formare Roma, la sua unica vera casa. Quando si trovava da Didone, non voleva lasciare la sua casa non solo perché era innamorato di Didone, ma anche perché si era affezionato a quel luogo.
Giorgia: Anche io ho trovato una parola riferita al "viaggio": sofferenza, infatti nell'Eneide Ulisse soffre molto nel viaggio che compie; pensando sempre a sua moglie Penelope.
RispondiEliminaTutti noi nella nostra vita soffriamo per qualcuno o qualcosa.
Per esempio io soffro molto quando devo tornare, dalle vacanze, a scuola!!!!!!!
Irene: Concordo con maggie, CASA è una parola molto importante che si collega a viaggio, ma tornare a casa vuole dire RITORNO.
RispondiEliminaNadia: Io ho pensato alla parola RICORDO, perchè durante il viaggio e il ritorno, si ha il ricordo della prpria casa
RispondiEliminaMatilde:Io ho pensato alla parola AVVENTURA, perchè sia Odisseo che Enea
RispondiEliminahanno intrapreso viaggi avventurosi alla scoperta di nuovi popoli e nuovi luoghi.
Stefania:ho pensato alla parola noia, perchè i viaggi erano molto lunghi e noiosi e non si sapeva quando si tornava a casa
RispondiEliminaElisa e Gaia: noi abbiamo pensato alla parola... AMORE♥; perché durante i viaggi nascevano degli amori; per esempio tra Enea e la regina Didone. Didone si è persino "ammazzata" per l'amore che aveva per Enea.
RispondiEliminaCiao sono Eleonora Cavanna , abbiamo letto i vostri commenti e vorremmo aggiungere la parola VALIGIA.
RispondiEliminaCiao sono Carolina Cesana.
RispondiEliminaLa valigia non serve per portarsi solo le cose materiali, ma per portare in vacanza o in viaggio ricordi,pensieri ed emozioni.
Nella valigia non si devono mettere solo oggetti, ma anche sentimenti.La valigia è il posto in cui mettere i ricordi per non avere nostalgia di casa.
RispondiEliminaSofia
Sono Alberto. Volevo aggiungere che per fare un viaggio c'è bisogno di una valigia in cui mettere oggetti a cui si è particolarmente affezionati come ad esempio una foto con tutta la famiglia. Questo è come portarsi dietro un pezzo della famiglia. Per me questo significa tanto.
RispondiEliminaMi chiamo Chiara Bolzoni. In valigia non infilerei solo le cose utili,ma anche i passatempi per non annoiarsi.
RispondiEliminaCon la parola valigia di solito pensiamo agli oggetti da portare in vacanza, ma esiste anche una "valigia" nella nostra mente e che contiene ricordi, emozioni, sentimenti, oggetti importanti. Con queste cose è come se ci portassimo dietro un pezzetto della nostra vita!
RispondiEliminaVi aspettiamo sul nostro blog per farvi conoscere il contenuto delle nostre VALIGIE!
Ciao a tutti
Beatrice
Gaia: Ho letto i vostri commenti e devo dire che sono molto originali.
RispondiEliminaIo, ricollegandomi alla parola viaggio,volevo proporvi il termine INTERESSE, perchè quando si andava a fare un viaggio bisognava avere curiosità per scoprire i piccoli "particolari" e caratteristiche di vari luoghi.
Vi aspetto nel nostro blog.
larisa:partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni.Una gioia egoistica forse ma una gioia per colui che sa dare valore alla libertà.Essere soli,senza bisogni,sconosciuti,stranieri etuttavia sentirsia a casa ovunque,e partire alla conquista del mondo.
RispondiEliminaquando viaggio il cuore si ferma.... aspetta un odore....., si gonfia.
RispondiEliminaquando viaggio la mente naviga..... corre........ si perde felicemente.
quando viaggio mi sento nel mondo, col mondo e divento sua amante.
Deborah
Un viaggio è quello spostarsi per il mondo che ti permette di tornare a casa un po' diverso.
Giobbe Covatta
Vi ringrazio per i vostri commenti, gli ho trovati interessanti, e vogliamo offrirvi alcune poesie della classe IE
RispondiEliminaQuesta è la mia:
Il viaggio
Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superfice dei luoghi
nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
spostarsi è facile, spesso lo impone il lavoro, o si vola in vacanza dall'altra parte dell'emisfero per spedire cartolin, scattare diapositive, comprare ricordini per amicie parenti, e tornare indietro identici a come si è partiti. Viaggiare con occhi sgranati sulle meraviglie altrui è inutil, quando l'anima resta chiusa nella cassaforte di casa...
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.
Pino Cacucci
da "Cammindando"
Stefania:Vorrei che il viaggio durasse un'eternità,
RispondiEliminaper viverlo in serenità.
Il viaggio è un momento speciale
dove si può stare uniti
con gli amici.
Gaia: in classe stiamo trattando l'argomento della poesia e io volevo offriverne una:
RispondiEliminaVIAGGIARE
Viaggiare per commuoversi
di fronte ad un panorama.
Viaggiare per capire
di non avere nient'altro
che la propria libertà.
Viaggiare per essere
cittadini del mondo,
che in fondo in fondo
è anche nostro...
Che in fondo in fondo
ci appartiene,oltre
l'impedimento delle bandiere,
oltre l'impedimento del tempo,
dove finisce un tramonto
e si azzera il giorno...
Viaggiare per vivere
al di fuori del confine
della monotonia...
Viaggiare per un sogno o
semplicemente per un'illusione.
Io ho scelto questa poesie perchè da molte sensazioni di viaggiare veramente. Spero che vi piaccia.
Giorgia: Noi come classe abbiamo deciso di cercare delle poesie riguardanti il viaggio. Io ho trovato questa:
RispondiEliminaCORNOVAGLIA
Sabbia dorata sotto le dita
Un viaggio che forse è durato una vita
Il sole che grida alla luna lontana
I sordi rintocchi di quella campana
Vento gelato dietro le spalle
Un manto stellato che copre la valle
Un faro nella notte
Luci di citta e salsedine
Mille mesi ancora per dimenticare
Un diario intero da riempire
Dieci milioni di distese infinite
L'odore di sale e pietrose salite
Lontane città di bianco e ginestre
Cascate di azzurro tra muri e finestre
Terra bagnata, crepe sul suolo
Gabbiani in porto che prendono il volo
Tra taverna e banchisa vedo il mare brillare
Piccole barche, pescatori a remare
Giungere poi dove il mondo finisce
Le mani che sfiorano la nebbia che cresce.
Giorgia: Scusate, mi sono dimenticata l'autrice: Michela Migliora!!!
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EliminaGiorgia: Volevo di nuovo intervenire sulla mia poesia per dire il motivo che mi ha portato a scegliere questa poesia.
EliminaLa poesia mi ha ispirato, perchè parlava dell'emozione che si sente quando si viaggia!
Poi era molto significativa perchè parlava di un diario dove si può scrivere tutte le avventure, e anche del dolore che si ha quando si deve andare via dal posto in cui si era stati.
CONTINUATE A VIAGGIARE NEL PENSIERO, Giorgia!
in classe stiamo trattando la poesia, un argomento molto interessante.
RispondiEliminaadesso vorrei offrirvi una poesia che come argomento di sfondo il viaggio:
E l'acqua
fresca nasce
fa ruscelli
scende
casca sui sassi
scroscia
e frusciando
fa il fiume.
E l'acqua
sciolta nuota
nelle valli
e lunga e lenta
larga
silenziosa
luminosa
fa il lago.
E l'acqua
a onde muore
non muore mai
e muore
non muore mai
e muore
mentre immensa
fa il mare.
Ho scelto questa poesia perchè è il viaggio del fiume dalla sorgente al mare.
IRENE : Come ultimo argomento abbiamo affrontato la poesia.
RispondiEliminaEccone una sul viaggio :
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orrizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura.E come il vento
odostormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando : e mi sovien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Leopardi
Questa poesia è stata ispirata da un viaggio nella fantasia
NADIA:noi adesso stiamo affrontando l'argomento del viaggio nelle poesie e le filastocche.Eccone una :
RispondiEliminaCaro diario,compagno di viaggio
Spero che il mondo diventi più saggio
Spero che il mondo diventi più giusto
Perchè viaggiare ci ho preso gusto
Però io vedo la differenza
C'è molta gente che resta senza
Di tante cose che noi abbiamo
Caro, diario che ne facciamo?
Spero che il mondo diventi più saggio
Perchè alle volte non è un bel viaggio.
Ho scelto questa poesia perchè esalta come è oggi il mondo e che il mondo sarebbe migliore se era più saggio.
Ho letto vostri commenti e mi sono piaciuti. Vi voglio proporre questa poesia che tratta il tema del viaggio.
RispondiEliminaI PASTORI
Settembre andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’ Abruzzi i miei pastori
lasciano gli stazzi e vanno verso il mare
scendono dall’ Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapore di acqua natia
rimanga nè cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
o voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!
Ora lunghesso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l’ aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché non son io co’ miei pastori !
GABRIELE D’ ANNUNZIO
Ho scelto questa poesia perché non tratta di un viaggio di piacere o avventura, ma di un viaggio fatto per lavoro.
Manuele Marchelli
RispondiEliminaHo letto le vostre poesie: sono bellissime. Leggete queste.
Giovanni Pascoli: Le ciaramelle
Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.
Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa.
Gianni Rodari: LA MADRE DEL PARTIGIANO
SULLA NEVE BIANCA BIANCA
C'È UNA MACCHIA COLOR VERMIGLIO;
È IL SANGUE, IL SANGUE DI MIO FIGLIO,
MORTO PER LA LIBERTÀ.
QUANDO IL SOLE LA NEVE SCIOGLIE
UN FIORE ROSSO VEDI SPUNTARE:
O TU CHE PASSI, NON LO STRAPPARE,
È IL FIORE DELLA LIBERTÀ.
QUANDO SCESERO I PARTIGIANI
A LIBERARE LE NOSTRE CASE,
SUI MONTI AZZURRI MIO FIGLIO RIMASE
A FAR LA GUARDIA ALLA LIBERTÀ
Marchelli manuele: la poesia che mi è piaciuta e colpito di più era quella di Francesco, che a specificato con una bella poesia che i viaggi non sono totti di piacere ma sono anche di dovere. quindi secondo me la vita come si dice non è solo rose e fiori ma costa fatica.
RispondiEliminaChiedo a Manuele di spiegare le tematiche delle poesie che ci ha offerto e perchè le ha scelte proprio per il tema del viaggio. Dico questo perchè non per tutti è immediato capire le ragioni di una scelta o di una interpretazione. I testi, specialmente quelli poetici, hanno dei significati impliciti che non tutti possono cogliere. Chiedo poi a tutti di notare i propri errori ortografici. Questo soprattutto per riflettere sulla loro natura, sono errori di battitura? Cme si può evitarli....un semplice segreto mai spedire prima di rileggere più volte
RispondiEliminaMarchelli Manuele: io rispondo alla domanda che mi a fatto lei professoressa Priano, io ho scielto le ciaramelle perchè racconta peò in brevi parole e in un solo verso il viaggio degli zampognari cioè che sciendono dai monti oscuri fino alle nostre case. invece la madre del partigiano di gianni rodari racconta si la vita si la sofferenza ma secondo me anche legato a questo il viaggio di vita e quello che deve percorrere il partigiano.
RispondiEliminaOttonello Gaia:
RispondiEliminaAl di là degli stagni, delle valli e dei monti
al di là dei boschi, delle nuvole e dei mari,
al di là del sole, al di là dell'aria,
al di là dei confini delle stellate sfere,
Tu, mio spirito, ti muovi con agilità
e, come buon nuotatore che gode tra le onde,
allegro solchi la profonda immensità
con indocile e maschia voluttà.
Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
voli a purificarti nell'aria più alta,
e bevi, come un puro liquido divino,
il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.
Le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col loro peso la nebbiosa vita,
felice chi con ali vigorose
si eleva verso campi sereni e luminosi
Questa poesia è dell'autore: Charles Baudelaire
Io ho scelto questa poesia perchè appena l'ho letta mi è sembrato di spiccare il volo come una farfalla e volare leggera e serena tra le nuvole, i monti... Le poesie sono molto significative perchè, secondo me, ognuno ha un significato implicito ed esplicito.
P.S: veniteci a trovare nel nostro blog e scrivete i vostri meravigliosi messaggi e acrostici.
Pietro, a proposito del tema viaggio vorrei proporre questa poesia:
RispondiEliminaAver casa è bello
Dolce il sonno sotto il proprio tetto
figli, giardino e cane. Ma ahimè,
appena ti sei riposato dall’ultimo viaggio,
già con nuove lusinghe il mondo lontano t’insegue.
Meglio è patire nostalgia di casa
e sotto l’alto cielo essere,
col proprio struggimento soli.
Avere e riposare può soltanto
l’uomo dal cuore tranquillo,
mentre il viandante sopporta stenti e pene
con sempre delusa speranza
più facile è l’ampliamento di un viaggio
più facile che trovar pace nella valle natia,
dove tra gioie e le cure ben note
solo il viaggio sa costruirsi la via.
Per me è meglio cercare e mai trovare
che legarmi stretto a quanto mi è vicino,
perché in questa terra, anche nel bene,
sarò sempre un ospite e mai un cittadino.
H.Hesse
Questa poesia mi ha colpito perché il viaggio qui viene inteso come la ricerca continua di qualcosa, leggendola ti viene il desiderio di partire.
Paolo: Ho scelto questa poesia di Josè Saramago:
RispondiEliminaBisogna vedere quel che non si è visto,
veder di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si è visto in estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva……l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati…….per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.
In questa poesia il viaggio non finisce mai, perché ogni volta si vedono aspetti diversi di una cosa o di un luogo già visto, basta guardarlo con occhi diversi.
Vorrei proporre questa poesia, l'ho trovata molto bella anche se un po' difficile, l'autore è Costantino Kafavis:
RispondiEliminaItaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Adesso voglio fare un po' di analisi poetica: prima di tutto la lunghezza dei versi è variabile, non c'è quindi uno schema fisso; anche la lunghezza delle strofe è variabile.
Ho notato che ci sono molte sinalefi: "Devi sempre avere in mente Itaca...". In questo caso "sempre" e "avere" iniziano per vocale e quindi si applica la sinalefe.
Ci sono tantissimi enjambament: "...Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti...". In questo caso la sintassi della frase continua nel verso successivo.
In tutta la poesia c'è una similitudine: il viaggio della vita viene paragonato a un viaggio fisico verso Itaca e i mostri sono in realtà i nostri nemici o le difficoltà che incontriamo nella vita.
Questa poesia mi ha affascinato molto perché mi ha suggerito una riflessione circa il viaggio della vita: bisogna cercare di essere pronti a tutto, a tutti quelli che si incontrano sulla strada e a fare tesoro di tutte le esperienze positive e negative che si affrontano.
Abbiamo letto le poesie che avete proposto e le abbiamo trovate molto belle, anche se qualcuna era per noi un po' difficile.
RispondiEliminaVogliamo proporvi il testo di una canzone famosa che parla di un viaggio e che abbiamo imparato nell'ora di musica...Secondo noi è molto poetica e ricca di significato...
L'ISOLA CHE NON C'È
Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.
Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po' preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è
E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!....
Son d'accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c'è mai la guerra
forse è proprio l'isola
che non c'è. che non c'è
E non è un'invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te
Son d'accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l'isola
che non c'è.... che non c'è
Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.
E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te
Questa canzone rivela molti significati.
RispondiEliminaIl "cammino" è la strada difficile che si deve affrontare per riuscire a creare un mondo migliore.
Se non ti dai per vinto sono sicura che quella strada ti verrà incontro, non ascoltare le persone che ti dicono che quello che cerchi di fare è una pazzia, ascolta invece il cuore!!!!!!!!
Molte volte ti arrendi perché la prima volta non ci sei riuscito, ma no!Devi continuare e arriverai.
Questa "isola" è un posto bellissimo dove non si sa che cosa siano la violenza o la guerra.
Le uniche cose che si conoscono sono l'amore e l'affetto.
Io vi dico solo che per arrivare ci vuole solo coraggio.
Dalla vostra Beatrice!
L' isola che non c'è secondo me è una terra dove il male non esiste. Anche il nostro mondo potrebbe essere cosi,se qualcuno non usasse le armi, se non ci fossero la guerra e il male, ma soltanto il bene, forse il mondo sarebbe come "l'isola che non c'è".A quest'isola ci si può arrivare con la fantasia e chi ci rinuncia molto presto deve sapere che non la troverà mai.Invece chi non si arrende e continua a cercarla secondo me la troverà.
RispondiEliminaDa Carola
"L' isola che non c'è" è un luogo inventato. Però essa è il mondo che tutti dovremmo impegnarci a cercare: un mondo dove tutti cercano di aiutare chi ha bisogno e dove si vive in pace, volendosi bene e senza litigare. Molti ormai si sono rassegnati e scoppiano a ridere se parli di una terra dove non ci sono né violenza né litigi. Ma loro sbagliano. Bisogna cercarla perché, anche se sembra impossibile, può esistere!!!!
RispondiEliminaFIRMATO: Sofia
Secondo me Bennato ha detto la verità, perché noi non dobbiamo mai arrenderci, come infatti ha scritto lui.
RispondiEliminaInfatti se noi tutti collaboriamo, un mondo senza ingiustizia, guerre e rapine potrà esserci.
Contro l'ingiustizia dobbiamo lottare perché poi il mondo sarà pieno di serenità!!!!
LA VOSTRA CAROLINA!!!!!!!
Hai ragione CAROLINA. L'"isola che non c'è" è una terra dove non esiste il male. La canzone insegna che se vuoi cercare qualcosa (in questo caso un'isola dove troverai solo, ed esclusivamente la pace e non la cattiveria) non devi mai arrenderti e continuare il viaggio, fino a quando non sarai arrivato!
EliminaFirmato: ELEONORA!!!!!!!
Grazie mille Ele!!!!!
EliminaCarolina!!!
La cosa che mi ha colpito di più è che "L'isola che non c'è" non parla solo di un luogo fantastico ma anche di un mondo migliore e ci insegna anche a non rinunciare ai propri sogni.
RispondiEliminaSTEFANO!
hai proprio ragione stefano anche secondo me l'isola che non c'è ci insegna a non rinunciare ai propri sogni.
EliminaALBERTO
Elisa: Ho letto la canzone "L'isola che non c'è" è molto bella, è un isola fantastica, dell'immaginazione, tutti ( soprattutto i bambini) viaggiano con l'immaginazione, con la fantasia, e tutti ci saremo già immaginati un'isola dove possiamo fare quello che vogliamo, possiamo crearla a modo nostro, e sembra proprio L'ISOLA CHE NON C'E'.
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaNadia: E' una canzone bellissima.Per me il messaggio della canzone è che si può arrivare 'all'isola che non c'è' forse non fisicamente, ma con la testa ed il spirito.Si arriva li con la speranza che c'è sempre qualcosa migliore nel mondo,e non dobbiamo mai smettare di cercarla.La felicità si trova solo quando sei felice con te stesso.
RispondiEliminaNadia:Ho trovato una nuova poesia che mi ha particolarmente colpita:
RispondiEliminaEugenio Montale
Ho sceso le scale
Ho sceso, dandoti il braccio
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Questo viaggio è il viaggio verso il vedere la realtà.Ho notato un'enjembement nella frase "ne più mi occorrono coincidenze" , un "enjembement" è quando un espressione di un verso non termina con esso, ma in quello dopo.Ho anche notato che c'è un anafora nella frase"Ho sceso, dandoti il braccio almeno un milione di scale".Mi commuove il viaggio che ha fatto questo vecchio signore con la morte di sua moglie.
Giorgia: Anche io ho trovato un'altra poesia riguardante il viaggio, è questa:
RispondiEliminaTibet
La verde vallata
i tre occhi di Buddah
Monasteri fortezza
l’allievo e il maestro
la ruota che gira
a narrare preghiere.
Il cielo si tocca
lassù con un dito
tra i templi svettanti
nell’azzurro infinito.
Nei paesaggi lunari,
danzano al vento
colorate bandiere.
Bianco candore
di cime innevate.
Ma anche mille
violenze subite
perché c’è chi
reprime e cancella
innocenti sorrisi
e costringe all’esilio
varcare confini
per cercare nel mondo
libertà e dignità
ormai da tempo negate…
Maria Letizia Gangemi
Ho Scelto questa poesia perchè, parlava di uno stato e poi mi sembrava ricca di descrizioni.
FIRMATO LA VOSTRA GIO!
Nadia:Secondo me il vero senso del viaggio non è nel viggio se stesso, ma nel momento che si conclude il viaggio ,sia nel viaggio metaforico come nella poesia "Ho sceso le scale" ,sia nel viaggio per conoscere nuovi mondi come "Tibet".Alla fine uno si interroga sull'esperienza vissuta , gli sbagli fatti e le lezioni imparate.
RispondiEliminaCiao a tutti i viaggiatori Nadia :-)
Matilde:Un viaggio secondo me non è solo partire per un luogo o un altro.
RispondiEliminaSi può viaggiare anche nei sentimenti umani.C'è una bellissima canzone di
Povia, che viaggia nei sentimenti dell'amicizia, il cui titolo è proprio:
"L'AMICIZIA"!
L'amicizia non si vanta in giro l'amicizia non si vede si sente
non diventerai mio amico perché vuoi esserlo ma lo sarai se non te ne frega niente
L'amicizia non nasce solo perché abbiamo parlato 2 volte
e anche se ci conosciamo da una vita dai..non siamo amici necessariamente
L'amicizia dice tutto in faccia e non ha paura di far male per fare bene
ma se è una cosa vera anche se c'è un interesse non muore
Io non so che cos'è l'amicizia ma so cosa non è l'amicizia
e l'amicizia non è come il tempo perché quella vera non passa mai
e a un amico che è furbo e scorretto preferisco un nemico ma onesto
perchè un nemico almeno mi può insegnare che non devo essere come lui
E allora è chiaro che due sono amici veri fino a quando non se ne rendono conto
quando cominciano a pretendere il "rispetto reciproco" stanno toccando il fondo
e allora parlami di cose che non mi hai detto mai e dimmi veramente chi sei
ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai
Io non so che cos'è l'amicizia ma so cosa non è l'amicizia
e l'amicizia non è rispettarsi perché a rispettarsi non si parla mai
ma quando sbagli un amico ti apprezza e le tue convinzioni le accetta
perché "accettarsi"è il verbo migliore è il più importante mattone per costruire l'amore
che può aiutarmi a capire che si può sempre guarire che si può sempre parlare per costruire l'amore
mentre a rispettarsi non si parla mai
ma quando sbagli un amico ti apprezza e le tue convinzioni le accetta perchè accettarsi è il verbo migliore
è il più importante mattone per costruire l'amore
Perché fare l'amico non è proprio uguale a essere amico
e ora scegli cos'è l'amicizia.
Ciao a tutti! Siamo i ragazzi della II B del Liceo scientifico "Pascal" di Ovada. Come saprete noi stiamo trattando il tema del viaggio in Letteratura e più precisamente in Dante. Leggendo le vostre poesie e i vostri interventi, specie gli ultimi, nei quali avete associato il termine viaggio alla parola amicizia, volevamo propovi la poesia di Dante che tratta proprio questa analogia.
Elimina"Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io" di Dante Alighieri
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,
sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.
In questo sonetto Dante esprime il desiderio di un viaggio incantato.
Il poeta vorrebbe essere rapito da un incantesimo che lo trasportasse su un vascello con gli amici e poeti Guido Cavalcanti e Lapo Gianni, così da andare per mare senz'altra meta che quella dettata dal loro concorde volere, sempre più uniti dal loro desiderio di stare insieme anche di fronte alle eventuali difficoltà del viaggio. Del sortilegio operato dal benevolo mago farebbero parte anche le tre donne amate dai poeti, lietamente accomunate ad essi nel "ragionar sempre d'amore".
Il sonetto, dunque, propone il motivo dell'amicizia poetica espressa già all'inizio con il vocativo d'apertura, indirizzato all'amico Cavalcanti. Segue poi il "plazer", ovvero l'elenco di cose piacevoli, che esprime il desiderio di un isolamanto perfetto in una cerchia di amici, legati da un'unione di affetti e di gusti.
Quello espresso da Dante è, dunque, un desiderio che accomuna tutti gli uomini e, soprattutto, i ragazzi della nostra età: quello di avere accanto degli amici veri nel lungo viaggio della vita.
Tutti noi vorremmo passare buona parte del giorno con i nostri migliori amici e, con loro, vorremmo vivere il sogno di evasione in un mondo sereno, in un'atmosfera fantastica e fiabesca: proprio come afferma Dante.
Irene: La poesia di Dante è senza dubbio tra le più belle.
RispondiEliminaIo ho scritto una poesia sul viaggio(non sarà eccitante come quella di Dante ma... Ve la voglio scrivere comunque):
Un albero bruciato
dall'uomo rovinato,
non crescerà più
come quello laggiù.
Una pianta cresce lenta
e del bosco s'accontenta;
spazio gli abbiam rubato
e poco è restato.
L'aria pura
la più rara
solo lì presente
e in città assente.
Questa poesia rappresenta il viaggio delle emozioni nella natura.
Spero che vi sia piaciuta e vi dico arrivederci.
Stefania:mercoledì 29 maggio sono venuti a trovarci i bambini della classe 4°B della scuola Giovanni Paolo II. Loro ci hanno fatto un regalo splendido: delle mongolfiere con disegnati dentro degli sport, animali e i loro oggetti preferiti. Al contrario noi gli abbiamo regalato degli aereoplani con dentro le poesie.Visto che noi abbiamo affrontato la poesia gliela abbiamo spiegata in una modo semplice. E alla fine abbiamo ascoltato e cantato insieme le due canzoni: l'isola che non c'è e il viaggio di Cristoforo Colombo.
RispondiEliminaMatilde:Alcuni dei miei compagni hanno proposto varie poesie riguardanti il viaggio, io invece volevo proporvi un video che parla della libertà, perché la libertà, non è solo fare le cose che ci piacciono,ma partecipare alla vita. Questa è la stringa del video:
RispondiEliminahttps://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=WOQ3IlO3o2I
Ciao a tutti da Matilde!!!!!!
Federica: Vorrei proporre ai visitatori del nostro blog il viaggio svolto dalla nostra classe il 28 maggio. Si tratta del viaggio alle Capanne di Marcarolo di Lerma. Questo è stato per la maggior parte un viaggio nella natura, poiché la nostra prima tappa è stato il bosco nel quale la nostra guida ci ha illustrato i vari tipi di alberi. L'altra tappa è stato il fiume e successivamente il laboratorio nel quale, dopo aver raccolto gli insetti dal fiume, li abbiamo analizzati. Questo viaggio è stato particolarmente bello per il fatto di essere passati attraverso la natura camminando e questo mi permetteva di assaporarla ancora di più. Consiglio quindi a tutti di provare questa esperienza e quindi... BUON VIAGGIO!!!!
RispondiEliminaElisa: ciao a tutti, concordo con Federica, il 28 maggio siamo andati a Lerma, per studiare la natura, gli animali... E' stato un viaggio interessante, dove abbiamo imparato molte cose; alla mattina siamo andati al fiume per prendere gli insetti da analizzare, poi nel pomeriggio siamo andati nel laboratorio per studiarli. E' stato un viaggio molto interessante!!
RispondiEliminaCiao a tutti Elisa
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaGiorgia: Io voglio parlare della giornata trascorsa con la IV B della scuola Primaria Giovanni Paolo II, per me è stata molto strana e divertente, ognuno ha espresso i propri sentimenti con poesie ed acrostici, che poi ci siamo scambiati. Io ho trovato molto significativa questa giornata, perché tutti hanno potuto descrivere momenti passati, come le nostre poesie sul viaggio, oppure descrivere se stessi, come ha fatto la quarta. Concordo con Elisa e Federica, la gita a Lerma è stata parecchio interessante. Adesso vi lascio, continuate a viaggiare...!
RispondiEliminaGaia: ciao a tutti, io in questo mio intervento volevo parlare della visita della IV B della Scuola Primaria Giovanni Paolo II.
RispondiEliminaPer me, quella giornata è stata una dell'esperienza più belle che ho affrontato nell'esperienza della Prima Media,perchè prima di tutto siamo di età diverse, e quindi ci siamo scambiate molto idee ovviamente distinte una dall'altra, però sempre molto significative.
Quando il "tempo stringeva", ci siamo scambiati dei regali gli uni con gli altri: la IV B ci ha lasciato delle molgolfieri disegnate, con l'acrostico del nome di chi l'avevo disegnato. Dentro alla mongolfiera, c'era disegnato gli sport o gli oggetti preferiti dei ragazzi.
Mentre noi, in cambio, gli abbiamo lasciato degli areoplanini con scritto delle poesie, ovviamente inventate da noi.
Devo dire che quando le hanno lette erano molto contenti e quasi sorpesi.
E' stata una gornata MAGNIFICA e credo che ognuno di noi, almeno io, abbia fatto un VIAGGIO con la mente bellissimo!!!!!!
PS: VENITECI A TROVARE SUL NOSTRO BLOG!!!!!!!!!!!!!!!
Vedo con piacere che il viaggio continua....è entusiasmante il fatto che ciascuno di noi si senta libero di aggiungere pensieri, sensazioni ed impressioni anche a scuola finita. Che la vostra estate sia un viaggio stupendo: rilassato ma interessante. Il lavoro può continuare con le nostre impressioni estive e poi a settembre riprenderemo il nostro viaggio formativo...rileggete sempre i commenti prima di postare gli errori sono sempre in agguato per tutti...
RispondiEliminavostra
Patrizia Priano
Matilde: Ciao a tutti! Tra poche settimane le vacanze sono finite, si torna fra i banchi di scuola, in fondo è piacevole rivedere tutti i prof. ed i compagni con cui si passa la maggior parte dell'anno.Sono felice si iniziare un nuovo viaggio formativo assieme a tutti voi!!!
RispondiEliminaMatilde
Giorgia: Ciao a tutti! Siamo ritornati a scuola, finalmente! Io non vedevo l'ora di imparare nuovi argomenti, scoprire cose nuove, e soprattutto ricominciare a esprimere i miei pensieri qui nel blog. Bene ora vi lascio ciao, ciao.
RispondiEliminaGaia: ciao a tutti!Il ritorno a scuola è stato piacevole perchè dopo 3 mesi di vacanza,mi fa piacere rivedere tutti i prof. e andare alla scoperta di nuovi "sentieri" e ampliare il nostro bagaglio della cultura.
RispondiEliminaBuon anno a tutti!
E... buona scuola!
Elisa: la scuola è iniziata finalmente! E' bello rivedere tutti gli amici dopo 3 mesi di vacanza! E per me queste vacanze sono volate via in un attimo, abbiamo iniziato questo viaggio in seconda con la letteratura e il duecento, con la differenza tra letteratura e epica...
RispondiEliminaAuguro un buon viaggio a tutti e un buon anno!!
Salve ragazzi, potremmo insieme cominciare a lavorare sul blog che userò per inserirvi testi e piccoli commenti ulteriori rispetto a ciò che abbiamo sul libro di testo: inizierò a proporvi alcune poesie degli esponenti del Dolce stil novo corrente poetica di cui abbiamo parlato in classe. Potrete così cominciare a commentarle e a ragionare sull'idea dei poeti:
RispondiEliminaGuido Guinizelli: Secondo la tradizione cortese, l’amore di Guinizelli ha il suo luogo nel “cor gentile”. La gentilezza di cui parla il poeta è la nobiltà d’animo, l’elevatezza del pensiero, la disposizione del carattere verso la virtù, la sensibilità e la delicatezza, la capacità di provare sentimenti profondi.
"Al cor gentil rempaira sempre amore" è la lirica di Guinizelli che è considerata il manifesto dello stil novo.
La donna accende l’amore nel cuore dell’uomo. La donna ha l’aspetto di un angelo e ha le capacità di migliorare il cuore dell’uomo e di disporlo alla virtù. Ma la donna anche se sembra un angelo può portare l’amante all’amore che viene da Dio?
La canzone è molto lunga provate a esaminare "stanza" per "stanza" così si chiamano le strofe di una canzone:
Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura;
né fe’ amor anti che gentil core,
né gentil core anti ch’amor, natura:
ch’adesso con’ fu ’l sole,
sì tosto lo splendore fu lucente,
né fu davanti ’l sole;
e prende amore in gentilezza loco
così propïamente
come calore in clarità di foco.
Foco d’amore in gentil cor s’aprende
come vertute in petra prezïosa,
che da la stella valor no i discende
anti che ’l sol la faccia gentil cosa;
poi che n’ha tratto fòre
per sua forza lo sol ciò che li è vile,
stella li dà valore:
così lo cor ch’è fatto da natura
asletto, pur, gentile,
donna a guisa di stella lo ’nnamora.
Amor per tal ragion sta ’n cor gentile
per qual lo foco in cima del doplero:
splendeli al su’ diletto, clar, sottile;
no li stari’ altra guisa, tant’è fero.
Così prava natura
recontra amor come fa l’aigua il foco
caldo, per la freddura.
Amore in gentil cor prende rivera
per suo consimel loco
com’ adamàs del ferro in la minera.
Fere lo sol lo fango tutto ’l giorno:
vile reman, né ’l sol perde calore;
dis’omo alter: «Gentil per sclatta torno»;
lui semblo al fango, al sol gentil valore:
ché non dé dar om fé
che gentilezza sia fòr di coraggio
in degnità d’ere’
sed a vertute non ha gentil core,
com’aigua porta raggio
e ’l ciel riten le stelle e lo splendore.
Splende ’n la ’ntelligenzïa del cielo
Deo crïator più che [’n] nostr’occhi ’l sole:
ella intende suo fattor oltra ’l cielo,
e ’l ciel volgiando, a Lui obedir tole;
e con’ segue, al primero,
del giusto Deo beato compimento,
così dar dovria, al vero,
la bella donna, poi che [’n] gli occhi splende
del suo gentil, talento
che mai di lei obedir non si disprende.
Donna, Deo mi dirà: «Che presomisti?»,
sïando l’alma mia a lui davanti.
«Lo ciel passasti e ’nfin a Me venisti
e desti in vano amor Me per semblanti:
ch’a Me conven le laude
e a la reina del regname degno,
per cui cessa onne fraude».
Dir Li porò: «Tenne d’angel sembianza
che fosse del Tuo regno;
non me fu fallo, s’in lei posi amanza».
Abbiamo di nuovo parlato della poesia e lette alcune ma quella che mi è rimasta più impressa
RispondiEliminaè una poesia forse non troppo famosa,ma a me è piaciuta molto essa è "Per la città correva un uomo nero"di Aleksàndr Blok.
Per la città correva un uomo nero.
Si arrampicava a spegnere i lampioni.
Lenta,bianca l'aurora si avvicinava,
salendo assieme all'uomo sulla scala.
Là dov'erano quiete,morbide ombre
-le gialle strisce dei lampioni a sera,-
la prima luce ha coperto i gradini,
penetra da tendine e da spiragli.
Ah,com'è scialba la città alla'alba!
L'omino nero piange sulla via.
Questa poesia mi è piaciuta molto per il modo di descrivere soprattutto l'alba ma mi ha fatto conoscere anche un mestiere del passato che non conoscevo infatti inizialmente pensavo fosse una metafora per indicare la notte.
Pietro
Federica: Ciao a tutti. Volevo introdurmi e ricercare una risposta alla domanda posta dalla professoressa ovvero: "Ma la donna anche se sembra un angelo può portare l’amante all’amore che viene da Dio?". La mia prima risposta è stata "sì" poichè ho ragionato anche grazie alla poesia di Guido Guinizzelli che in u verso di essa dice che l'amore scaccia tutte le cose cattive e quindi il male e io ho pensato che visto che il cuore è "puro" l'uomo non può commettere peccato e quindi andrà in paradiso.Però sono indecisa...voi cosa ne pensate?
RispondiEliminaFrancesco: anch'io sono un po' indeciso, ma se dovessi dire, partendo dal ragionamento che la donna è stata creata da Dio, e che l' amore sta nel suo cor gentile, la donna può essere paragonata a un angelo per il suo aspetto.
RispondiEliminaGuinizzelli amava dio principalmente , ma come secondo amore aveva la donna, perciò la donna poteva portare a dio l'uomo.
Io la penso così
Erika: secondo me la donna non ti può portare in paradiso poiché se dedichi la tua vita a Dio solo Egli deve essere il tuo interesse e poi una donna, dato che era considerata angelica, con la sua bellezza ti poteva ammagliare.
RispondiEliminaIrene: Ciò che ha detto Erica non è sbagliato, però come scritto in molte poesie del "Dolce stil Novo" se hai il cuore puro puoi stare con la donna amata; ma come amore più impotrante devi mettere sempre quello di Dio, come dice il 1° comandamento: "Non avrai altro dio all'infuori di me"
RispondiEliminaCiao a tutti!
RispondiEliminaEccomi finalemente di nuovo nel blog!
Oggi voglio commentare una poesia che abbiamo già letto in classe, ma che nessuno ha ancora commentato. Eccola qua:
S'i' fosse foco, arderei 'l mondo
s'i' fosse vento, lo tempesterei
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei
s'i' fosse Dio mandereil'en profondo
S'i' fosse papa, sare' allor giocondo
tutt'i cristiani imbrigherei
s'i' fosse imperator, sa' che farei ?
a tutti mozzerei lo capo a tondo
S'i' fosse morte, andarei da mio padre
s'i' fosse vita, fuggirei da lui
similimente faria da mi' madre
S'i' fosse Cecco come sono e fui
torrei le donne giovani e leggiadre
e vecchie e laide lasserei altrui.
Questa poesia è un sonetto e infatti è formata da due quartine e due terzine. La rima è incrociata, con lo schema ABBA...
Il linguaggio è popolare e diverso da quello che usavano i poeti del Dolce Stil Novo e della Scuola Siciliana. Cecco Angiolieri, infatti, è tra uno dei poeti che rientra nel genere di poesia comico-realistica: tratta argomenti popolari e quotidiani, al contrario dei poeti del genere di poesia lirica, che trattano invece argomenti come l'amore verso Dio e verso la donna.
Questa poesia, secondo me, è molto bizzarra e buffa e mi piace molto, perché è diversa dalle altre che abbiamo letto in classe e perché rispecchia un po' la diversità che c'era tra uomini molto colti, come i poeti dei movimenti letterari dell'epoca, e tra uomini popolari, simpatici e forse anche un po' indisciplinati.
Matilde: Io volevo commentare una poesia di Dante che abbiamo visto in classe, il suo titolo è Tanto gentile e tanto onesta pare.
RispondiEliminaTanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender non la può chi no la prova;
e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.
Questa poesia, fa parte di Vita Nova, una raccolta di rime dedicate a Beatrice, di cui Dante era perdutamente innamorato. E' un sonetto, con 14 versi endecasillabi, raggruppati in 2 quartine e 2 terzine.
Dante era un poeta del Dolce Stil Novo, corrente poetica che considera la donna simile ad un “Angelo”, simbolo di grazia divina. A me questa poesia piace molto, non ci trovo niente di male a considerare un essere umano, il centro della nostra vita.Questo si afferma anche nel 400, con l'umanesimo; mettere al centro della nostra vita oltre a Dio altri interessi come l'amore tra uomo e donna, il lavoro, conoscere la cultura di popoli vissuti prima di noi non è un peccato, come veniva invece considerato nel Medioevo.
Adesso noi abbiamo cominciato a studiare Boccaccio, un grande scrittore di novelle che compose il Decameron, una raccolta di novelle .Giovanni Boccaccio nasce nel 1313 . Viene ammesso nella corte del re Roberto . Io adesso vi spizzico un piccolo pezzo di quello che è considerata una delle migliori novelle composte da Boccaccio . Parla di Federigo di Alberighi e di un fatto che è avvenuto realmente. "Quanto a me,se a voi piacesse ,preferirei restare così come sono.Ma se voi volete che mi risposi ,allora vi dico che nessun altro uomo diventerá mio marito se non Federigo degli Alberighi ." Queste parole furono pronunciate da Giovanna.Giovanna era la donna che Federigo amava.
RispondiEliminaIRENE:
RispondiEliminaNadia, secondo me, non hai detto una cosa essenziale: Boccaccio a differenza di altri famosi poeti, scriveva in prosa, ma usava comunque il volgare, perfezionandolo.
Mi è piaciuta molto l'idea di Nadia e proprio per questo vi spizzicherò un'altra parte del brano, in cui Federigo, per amore nei confronti di Giovanna fece una sciocchezza:
"Federigo si innamorò d'una gentildonna, chiamata monna Giovanna, che godeva fama d'essere una delle più belle e leggiadre giovani di Firenze. Per conquistare l'amore della bella dama, Federigo cominciò a mettersi in mostra, duellando, partecipando a gostre ed a tornei, offrendo grandi feste e sontuosi regali e spendendo senza alcun riguardo il suo denaro".
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RispondiEliminaNadia:Ho notato che ognuno dei poeti che abbiamo studiato si innamora perdutamente di una donna ma non osano toccarla.Dante si innamorò di Beatrice una donna non molto ricca , non la sposa perchè suo padre non vuole,Petrarca innamorò di Laura e Boccaccio si innammorò di Fiametta una poeta che compose varie opere famose.
RispondiEliminaAttenzione Nadia la donna amata da Petrarca era Laura e vi è qualche altra imprecisione, rivedi il tuo commento.
RispondiEliminaNadia:noi adesso stiamo studiando in letteratura l'umanesimo e il Rinascimento.Essi sono due gradi periodi che abbiamo gia studiato in storia.Questi due grandi periodi sono famosi perchè ci furono le piú grandi scoperte.Un autore che era famoso in questi periodi del 400 era Lorenzo de'Medici che scrisse molti famosi inni.Questi inni venivano usati dai Maggiaioli ,essi erano persone che nella notte tra il 30 Aprile e 1 Maggio adavano di casa in casa ad annunciare l'arrivo della bella staggione,cantando alcuni allegri canti.Uno di questi canti famosi fatti da Lorenzo de'Medici é Il trionfo di Bacco e Arianna,adesso vi spizzico un pezzo della Canzone
RispondiElimina"Quant'è bella gioviazza che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c'é certezza".
Nadia:Noi abbiamo studiato Ludovico Ariosto un grandissimo poeta del 1400 il periodo dell'Umanesimo e del Rinascimento.Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia e successivamente si trasferisce a Ferrara dove entra in contatto con vari letterati e umanisti.Purtroppo nel 1500 muore il padre e la numerosa famiglia passa sotto la sua responsabilitá.Ludovico lavora per cardinale Ippolito d'Este .Nel 1516 esce la prima edizione dell'"Orlando furioso" che é il suo poema dedicato a Ippolito.Egli muore a cinquantanove anni nel1533.
RispondiEliminaAbbiamo anche studiato un altro poeta di questo periodo ma un po meno popolare di Ariosto che si chiama Baldesar Castiglione.Egli nasce a Mantova in una famiglia nobile .Egli é famoso per la sua opera di nome "Il Cortigiano"che descrive il perfetto uomo di corte.Castiglione lo descrive come un uomo intelligente,generoso,con molta cultura e saggio.Castiglionefú il primo a creare il cortigiano rinascimentale.Egli morì a causa della pazzia.
Nadia:Nel mio commento precedente non ho ancora nominato Torquato Tasso.Egli nasce a Sorrento nel 1544 ed è il figlio di un nobile.Purtroppo a soli dieci anni quando va fal suo padre a Roma mentre sua madre due anni dopo muore a Napoli .Nel 1565 Tasso entra al servizio dei duchi d'Este , in questi anni lavora anche per il suo capolavora "la Gerusalemme liberata" che termina nel 1575 .Dopo nell'ultimo periodo della vita fá anche "la Gerusalemme conquistata .Muore a Roma nel1595.I l poema di Tasso è molto diverso dagli altri che sono gran parte leggendari perché "la Gerusalemme liberata " ha uno sfondo storico e Tasso ha coinvolto le schiere dei demoni e i maghi.Io personalmente preferisco quest opera all'"Cortigiano" di Baldesar.La "Gerusalemme liberata conobbe una rapida difusione.Infatti Tasso la fatto piú verso la tendenza dei giovani, che si sentivano piú vicini al poema di Tasso che a quello di Ariosto.
RispondiEliminamanuele: nei post precenti ho notato che i miei compagni hanno scritto solo di letteratura, e non hanno parlato delle bellezze della natura che ci sta intorno. noi la stimo pultrroppo devastando senza rendercene conto, e poi gaia (la terra) viene accennata in letteratura nel cantico delle creature di san francesco. la gita a pracatinat ci a cambiato perchè abbiamo capito come ci stiamo comportando con la natura e come dobbiamo conportarci con lei. io ne ho visti di video sulla natura ma una cosa impressionante è quando in un programma francese (il mondo visto dall'alto) ho visto un isola divisa in due la parte deforestata e la parte viva, la parte viva era ricca di frutti e alimentari e dall'altra parte invece era completamente deserta le persone erano in povertà e non sapevano come comportarsi e cibarsi, qui ho dinuovo capito come gaia ci da delle opportunità ma noi le sfruttiamo troppo o malamente
RispondiEliminaBene! Manuele ha aperto la nostra nuova discussione. Tentiamo il concorso "Gaia siamo Noi". Vi ricordo i MATERIALI ONLINE
RispondiElimina• http://www.giovannidelponte.com/it/libro/gli-invisibili-4-lenigma-di-gaia [per
approfondimenti sul libro e sull'autore e su spunti utilizzati per il libro]
• intervista all'autore fatta dai tre avamposti di Fuorilegge [www.fuorilegge.org]
di Bologna, Modena e Torino: http://www.youtube.com/Fuorileggeorg
• http://www.regione.piemonte.it/ambiente
Di seguito troverete la lettera stimolo inviataci dall'autore del libri "L'enigma di Gaia" che insieme all'esperienza di Pracatinat ci ispirerà per il nostro lavoro:
I nostri antenati conoscevano un Segreto. Un segreto noto ancora oggi ai popoli che
vivono a contatto con la natura.
Noi abbiamo scelto di allontanarci da essa. Ci siamo arroccati nelle nostre città,
affidandoci alle macchine, all’industria, all’informatica. L’ambiente in cui viviamo, si
chiama ormai società dell’informazione e dei consumi. Abbiamo scolorito i fiumi, il
mare e il cielo. Le discariche traboccano. I rifiuti debordano e ricoprono il suolo, su cui
costruiamo altri edifici, altre città, fonti di nuovi rifiuti che si assommeranno gli uni agli
altri in una moderna Torre di Babele. Ci stiamo allontanando talmente da quel
Segreto, che i nostri nipoti o i loro figli potrebbero non essere più in grado di
ritrovarlo.
E potrebbero non esserci più quei popoli naturali a tramandarlo: la terra che
deprediamo è anche la loro, come sono loro il cielo, l’aria o l’acqua che inquiniamo.
Ma non è troppo tardi.
Quei popoli ci sono ancora, e molti dei nostri anziani ricordano anch’essi il Segreto,
trasmesso loro, quando erano bambini, sotto forma di storie: del melo che fiorisce e
produce mele e non pigne o ghiande; delle anatre che d’inverno volano verso sud,
mentre il corvo e la ghiandaia restano; della luna che muta attraverso le sue fasi; o
della Terra col suo percorso intorno al sole a determinare il rinnovarsi delle stagioni.
In quelle storie i nostri antichi erano attenti a non tagliare troppi alberi, affinché ne
rinascessero per l’inverno successivo, o a non uccidere troppe prede, per non
impoverire il bosco. Ogni essere vivente doveva imparare a convivere con gli altri per
non alterare l’equilibrio di quest’astronave, che chiamiamo Terra o Gaia, che viaggia
nello spazio.
Oggi, abbiamo scordato il Segreto. Ma non è troppo tardi.
È questo che comprendono i protagonisti de “L’Enigma di Gaia”.
Non è troppo tardi se ritroveremo il rispetto per noi stessi e per la vita che ci
circonda. Sarà un grande cambiamento e potremo tutti farne parte.
Ma non dovremo aspettare una guida, non avremo maghi o supereroi ad aiutarci.
Del resto, nemmeno Harry Potter, Superman, Spiderman o gli Avengers
potrebbero, da soli, salvare Gaia.
La buona notizia è che non abbiamo bisogno di supereroi. Bastiamo noi.
Perché è questo il Segreto: per la Terra non c’è una graduatoria con in cima gli
esseri umani, più in basso gli animali e al fondo i vegetali. L’ambiente non è qualcosa
di cui possiamo scegliere di occuparci, qualcosa di esterno da noi che possiamo
salvaguardare o ignorare.
C’è solo Gaia.
Ecco il Segreto che i nostri antenati conoscevano.
Potremo vivere e prosperare solo se lo faremo tutti insieme.
Perché Gaia siamo noi.
Giovanni Del Ponte
La frase di Giovanni Del Ponte "Gaia siamo noi" significa che noi siamo nati da Gaia, viviamo con lei e grazie a lei. Non ci siamo resi conto che Gaia ha degli equilibri. Se li "scombussoliamo" possiamo causare catastrofi come ad esempio frane e valanghe che possono distruggere paesini. Secondo me 'uomo si deve porre dei limiti, perché se si continua ad abusare di Gaia come facciamo ora si rischia di perdere per sempre il suo segreto. Il segreto di Gaia è la sua essenza che noi percepiamo sempre di meno perchè non pensiamo più alla natura che ci circonda. Ormai il segreto lo conoscono bene le generazioni passate, quelle che sono state a contatto con la terra e sapevano sfruttare tutto quello che essa produceva. Forse dovremo tornare un po' indietro per ritrovare l'importante segreto di Gaia
RispondiEliminaIRENE : In effetti noi dovremmo aiutare Gaia, ma come?
RispondiEliminaIl riciclo è già un buon inizio, bisognerebbe indurre le persone a non sprecare, ma a riutilizzare e riciclare gli oggetti, in modo che non inquinino il nostro pianeta.
Facendo così avremo modo di vivere in un mondo più pulito e sano.
Federica: concordo pienamente con le mie compagne. L'esperienza di Pracatinat mi ha fatto entrare ancora di più nell'ottica di questo progetto "Gaia siamo noi". Infatti le varie escursioni mi hanno fatto capire che l'ambiente e quindi Gaia sono un bene prezioso che va rispettato. Analizzando il titolo del progetto ovvero "Gaia siamo noi" si capisce che tutti i problemi atmosferici derivano da azioni sbagliate nostre. Infatti dovremmo PENSARE PRIMA DI AGIRE e non pensare solo a noi stessi.
RispondiEliminaMatilde: con il progetto "Gaia siamo noi", vorrei parlare di un bene che gaia ci dona e che è essenziale per la vita, la salute, il benessere dell'uomo: l'ACQUA.
RispondiEliminaL'acqua è un bene preziosissimo, che quasi tutti, diamo per scontata; basta aprire il rubinetto ed ecco che l'acqua scorre, fino a quando non lo chiudiamo.
Le più grandi città del mondo, sorgono proprio in riva ai maggiori fiumi, per poter sfruttare al meglio l'acqua. Le grandi industrie, negli anni, hanno contribuito all'inquinamento delle acque, scaricando rifiuti tossici. L'acqua, quella pulita, è fonte di vita, senza di lei si morirebbe di sete, per questo è anche chiamata ORO BLU. Nel nostro piccolo,ognuno potrebbe dare una mano, cercando di utilizzarla solo al bisogno,cercando di tenere pulito l'ambiente in cui viviamo, facendo la raccolta differenziata, piccoli gesti che possono contribuire ad aiutare Gaia ed a salvarla, perché come si dice " UN PICCOLO PASSO PER L'UOMO, UN GRANDE PASSO PER L'UMANITA' ". E poi bisognerebbe farsi questa domanda:" E SE UN GIORNO L'ACQUA FINISSE?"
IRENE: concordo con te Mati e penso che Gaia abbia dato a noi un'altra grande ricchezza: il terreno. Da lì nascono le piante che ci fanno respirare e che ci mantengono in vita. Danneggiando il terreno danneggiamo le piante e danneggiamo noi stessi.
RispondiEliminaMatilde: Anche io Irene concordo con te. Aggiungo che il terreno con l'acqua, danno vita alle foreste che sono i "polmoni di Gaia". Le foreste puliscono l'aria e ci forniscono ossigeno. Inoltre, secondo me la vita di Gaia è fondata sull' equilibrio di tanti fattori che ci permettono la vita. L' inquinamento può rompere questo equilibrio delicato, rendendo tutto più difficile.
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaNadia:Concordo pienamente con Matilde e Irene ,solo ieri ho visto un articolo sulla repubblica che argomentava sulle foreste e come noi dobbiamo proteggerle, perchè grazie a loro ogni giorno respiriamo l'ossigeno che ci forniscono e raccontava di quanto poco noi ci pensiamo e aiutiamo le nostre preziose foreste.Questo articolo che ho letto mi ha
RispondiEliminaricordato molto il film che abbiamo guardato in classe:"il pianeta verde".L'articolo ci invitava inoltre a riflettere dieci minuti sulle nostre foreste e cosa faremmo senza di loro.
Nadia:Grazie a Pracatinat noi siamo riusciti a riconquistare il messaggio che gaia ci ha lasciato,esso è un messaggio di rispetto reciproco tra noi e la nosra terra.Senza la gita le parole e le immagini che noi avremmo usato per, il progetto di nome "Gaia siamo noi"che stiamo affrontando,non avrebbero uno significato ,nella gita di Pracatinat abbiamo visto attraverso i nostri occhi non con apparecchi tecnologici,la natura che ci circonda ,facendoci venire la voglia di rispettare nostra terra, e diventare amici con ella, coreggendo i nostri errori che abbiamo fatto precedentemente .Ptacatinat ci ha anche dato molte risorse per il nostro progetto.Adesso gaia è in pericolo ,lei ci ha giá dato abbastanza acqua ,ossigeno e un posto su cui vivere,adesso penso che tocchi a noi aiutarla,e spero che questo progetto aiuta non solo noi ma anche la natura che ci circonda perchè senza gaia noi non saremmo mai esistiti e per dire la veritá penso che l'universo sarebbe vissuto molto meglio senza di noi!
RispondiEliminaGiusta riflessione, ma a volte per riflettere abbiamo bisogno di "disconnetterci" dalle cose senza importanza per dedicarci a ciò che conta....proprio come nel film visto in classe.
EliminaMatilde: Purtroppo, per moltissime persone, ciò che più conta, è soltanto la propria ricchezza. Arricchirsi, arricchirsi, arricchirsi, senza nessuno scrupolo, come ad esempio usare un terreno, per sotterrare rifiuti pericolosi per l'uomo e l'ambiente; pensando di farla non si sa bene a chi.
RispondiEliminaSono d'accordo. Soprattutto manca la visione del futuro e l'informazione sugli effetti di ciò che facciamo. Molti pensano di non influenzare o di non essere influenzato dall'ambiente, ma questo è, come sappiamo pura fantasia. ..
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaMatilde: Tempo fa, in un noto programma televisivo, che spesso affronta problemi ambientali, si parlava di una teoria di Albert Einstein. Il celebre scienziato, disse che se dal mondo sparissero le api, tempo quattro anni e l'uomo non potrebbe più vivere sulla Terra, morirebbe di fame. Il programma ha esposto il problema perché la teoria di Einstein sta diventando una profezia. Negli ultimi anni, c'è stata nel mondo un' incredibile moria di api, morti dovute sicuramente all'inquinamento prodotto dall'uomo. Pian piano l'uomo si distrugge con le proprie mani, ma prima distrugge tutto ciò che lo circonda.
RispondiEliminaIRENE: Maty concordo pienamente, ma bisognerebbe chiedersi il perchè...
RispondiEliminaE' semplicissimo, l'uomo non sa apprezzare e rispettare ciò che lo circonda.
Forse perchè è sempre stato abituato ad avere tutte queste ricchezze che la Terra ci dona ogni giorno.
In poche parole, l'uomo è diventato un bambino vizato che da per scontato tutto quello che ha e vorrebbe sempre di più.
Ogni tanto, però, la Terra ci presenta il conto...
evero e il conto come le tasse da pagare sono difficili da mandar giù ma comunque l'uomo da qunto è cocciuto non pesa alle cause e cosa stiamo facendo a gaia, noi la stiamo uccidendo stiamo girando il coltello nella piaga la stiamo soffocando con i nostri rifiuti e con l'inquinamento provocato dalle nostre fabbriche. noi possiamo paragonarci a dei bulli e gaia a un povero bambino pestato, noi dobbiamo cambiare dovremmo andare incontro a quel bambino e fasciargli le ferite per rimendiare al male che abbiamo fatto prima
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